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800 400 Davide

Cinema2Day: il sentiment di gennaio

Dopo l’analisi sul mese di novembre, che potete trovare qui, andiamo ad analizzare il sentiment del #Cinema2Day di gennaio. L’iniziativa, ormai ampiamente conosciuta,  prevede un biglietto di ingresso a 2€ nel secondo mercoledì del mese e sta registrando un crescente successo di pubblico.

La sentiment analysis conferma l’apprezzamento ampio dell’evento, con valori complessivi in sicura crescita rispetto ad anni passati. L’analisi dei commenti per tipologia di utenti, e la lettura attenta delle (poche) voci critiche, restituiscono però un quadro finale più complesso del previsto.

 

620 413 Davide

Cinema2day: la Sentiment Analysis realizzata da Estrogeni

Oggi è il penultimo appuntamento del #Cinema2Day, l’iniziativa che prevede, per i cinema aderenti, un biglietto di ingresso a 2€ nel secondo mercoledì del mese.

Nelle precedenti giornate è stato registrato un boom di vendita biglietti, con fan del cinema entusiasti, ma anche alcuni critici del settore, rispetto a uno sconto giudicato eccessivo (e premiante soprattutto le grandi catene distributive).

La nostra analisi di dettaglio è riferita alla giornata dello scorso novembre. In attesa di tirare le fila con dati complessivi, il “giudizio” della sentiment analysis è finora più che positivo.

Qui l’analisi completa, che trovate anche sul nostro canale SlideShare.

 

Agostino

Il sentiment dell’automotive

Si allargano le collaborazioni di Estrogeni in ambito sentiment analysis: dopo entertainment e digital banking, moda e telecomunicazioni, avviamo le attività anche nell’ambito dell’automotive, in collaborazione con FIAT GROUP’S WORLD, blog non ufficiale su Fiat Chrysler Automobiles su trend mondiali, market research and data analysis.


Il primo studio riguarda il recente restyling della Lancia Ypsilon, lanciato al Salone di Francoforte 2015. Reazioni contrastanti, come spesso avviene al lancio di un nuovo prodotto automobilistico, capace di suscitare reazioni fortemente polarizzate. Qui il link all’articolo (in inglese): http://goo.gl/vSKciM; qui invece lo studio completo su Slideshare: http://goo.gl/RisWZK.


lancia -ypsilon -restyling

Il secondo studio è sul tema del momento, il DieselGate Volkswagen: http://goo.gl/6qWdbV. Sorprendenti i dati rilevati, che indicano come la reazione dei fan Volkswagen sembra volgere al positivo dopo i comunicati ufficiali Vw, in particolare negli USA.


Photo Credits: automoto.it


Agostino

6 luoghi comuni sul dieselgate Volkswagen

Miss Italia è salva: ora il tema forte delle discussioni è lo scandalo Volkswagen, che per dimensioni e portata produrrà molto più che qualche meme divertente (tra l’altro, apro e chiudo una rapida parentesi, la vincitrice di Miss Italia ci ha fatto dimenticare un’altra candidata che ha dichiarato, con mirabile sincretismo:  “i mie eroi sono Falcone e Borsalino”. Chapeau).

Passiamo quindi al tema forte: Volkswagen ha truffato per sei anni i test di certificazione sull’inquinamento ambientale, applicando un software che manometteva i risultati reali. Il caso riguarda undici milioni di veicoli, non solo negli USA, dove lo scandalo è scoppiato. Boom.

Ci sarebbe tanto da dire, ma in particolare qui osserveremo 6 luoghi comuni che ho notato nelle discussioni sui social network:

  1. Tutti barano, mica solo Volkswagen → FALSO mentre è vero che i test in laboratorio sulle emissioni non corrispondono ai dati reali di inquinamento, è falso, in base alle informazioni disponibili, che altri costruttori abbiano utilizzato un software che alterava i risultati, come ha fatto Vw.

  2. È un attacco degli americani per indebolire l’industria europea  FALSO Volkswagen è rea confessa, ha ammesso di aver falsificato i valori, e sta lavorando per rimediare. Inoltre è da più di un anno che l’ente di certificazione USA chiede spiegazioni, e Vw ha negato finché possibile. Poi di fronte all’evidenza si è dovuta arrendere. Se Volkswagen avesse rispettato le regole, non avrebbe avuto niente da temere…

  3. Parlano proprio gli americani che non rispettano il protocollo di Kyoto?  FALSO, O MEGLIO NON APPLICABILE questa assomiglia a “e i Marò allora?” Nel senso che sicuramente gli USA dovrebbero rispettare il protocollo di Kyoto, e quindi? Rimane il fatto che Vw ha infranto delle leggi americane, per sua stessa ammissione, e ha contribuito ad un maggiore inquinamento mondiale.

  4. I vertici non sapevano  FALSO Questa è divertente. L’ad Winterkom si è dimesso, la truffa dura da sei anni, a maggio in California Vw mandò una lettera richiamo ai possessori di auto con diesel, probabilmente fiutando l’aria dell’imminente scandalo. E’ impossibile che i vertici non sapessero. Tra l’altro, se non sapevano, sarebbe ancora peggio, dato che vorrebbe dire che in Vw vengono commesse truffe a livello mondiale all’oscuro della dirigenza.

  5. Non bisogna gioire perché si perderanno posti di lavoro  FALSO Posto che l’impatto è ancora da valutare, se anche Vw perdesse quote di mercato e dovesse licenziare, le quote di mercato perse verrebbero prese da altri costruttori, che aumenterebbero i turni di lavoro o assumerebbero altri operai per far fronte alla maggiore produzione. In questo modo anche l’indotto sarebbe tutelato. Non è prevista una riduzione delle vendite di automobili a livello globale, anzi le previsioni sono di crescita. Poi dispiace certamente se operai Vw perderanno il lavoro, ma è la legge del mercato, e se ci dobbiamo dispiacere per loro, allora dovremmo essere tristi ogni giorno perché c’è sempre qualcuno che perde il lavoro per aziende che vanno male (ma ci sono altri che vengono assunti da aziende che vanno bene). Concedeteci invece la piccola gioia di vedere i tedeschi primi della classe, secchioni e severi  con tutti, beccati a barare… per sei anni!

  6. Euro 3-4-5-6 sono serviti solo a far cambiare macchina agli automobilisti  …VERO! Allo stato dei fatti, se davvero i diesel sono mediamente molto più inquinanti di quanto ci si aspettava, il loro impatto sulla riduzione dell’inquinamento  è stato molto minore del previsto. Quindi l’obbligo di comprare nuovi modelli (i soli a poter entrare nei centri urbani) è stata soprattutto una tassa occulta sulle tasche degli automobilisti, a cui è stato imposto di cambiare macchina molto prima del necessario.
Agostino

Scrittura privata

Questo post inizia al contrario. Dalla fine. Dall’end. Anzi dal back-end.

Dal cuore di quello che c’è dietro le quinte. Da quello che nessuno sa, da quel che nessuno ti chiede o vuol sapere.
Da quel che se non fai un mestiere in proprio o  non l’hai vissuto in famiglia, non immagini.
È un miscuglio di fatica costante, fiducia, entusiasmo, timore, responsabilità che ti fa spostare sempre più avanti l’inizio delle ferie o del weekend.
È un continuo studiare, leggere, approfondire, conoscere, immaginare, progettare.
È un continuo fluire, ripartire. È un movimento costante. Un divenire inarrestabile. Un errare itinerante.
È un tenere nonostante i conti, il mutuo, i crediti inevasi, le tasse, la crisi, i colpi bassi.
È un allenamento alla ricerca di un equilibrio tra mollare e attendere, tra un’aspettativa delusa e un sorriso inatteso, tra una porta sbattuta e una conferma improvvisa, tra malafede e ignoranza, tra sapienza e costanza.  Sempre in bilico tra arresti e partenze. In una posizione privilegiata, forse, ma scomoda e precaria certo.
È un esercizio antico a stimolare la virtù dei forti la pazienza, la pratica degli innovatori il coraggio, la capacità dei calciatori a cadere rotolando per diluire l’energia dell’impatto.
Si fa impresa anche per questo, nonostante questo, grazie a questo.
Ma veniamo  al front.  Se provassi a sintetizzare il lavoro di questi mesi direi back to the future. Se volessi visualizzarlo, metterei un calendario a segnare le tappe delle tante nascite di Estrogeni: 2003, 2007, 2008, 2013, 2015.
In questi ultimi due mesi,  quando la fatica dell’anno si sente, quando il meteo ti riserva l’estate più calda di sempre, quando il fisico ti molla… ecco che, puntuale, ciclica, arriva la nuova fase.
Estrogeni vive una nuova stagione, te ne accorgi dai volti nuovi che frequentano l’ufficio.
Dai nuovi brief. Dai volti confusi di chi non sa più chi sei e cosa fai. Dagli scambi di email. Dall’aria che circola. La struttura di un tempo lascia il posto a una società di consulenza strategica. La creatività si sposta sui clienti esteri, tedeschi per lo più e il ruolo principale, il core diventano le attività di intelligence, che poi altro non è che passione di te applicata al prossimo, a ogni cellula del prossimo. Sentiment analysis, SEO, stesura di progetti partecipati e di partecipazione, il contatto con l’innovazione fatta a mano, il pensiero che si fa brevetto.
Ritornano persone conosciute anni fa, ex colleghi di altre vite professionali, compagni di classe, ex clienti che non ti hanno dimenticato. Amici di clienti che ti hanno apprezzato.
La nostra struttura è fatta di un’alchimia strana. Originale. Ci sono le nostre facce, la curiosità e l’attitudine a imparare e sperimentare – che sia un progetto, una tecnologia, un lavoro mai fatto -,  ci sono le porte aperte o i vetri trasparenti dei nostri uffici agli incontri da cui, sempre, possono nascere opportunità. Ci sono la pazienza e la tenacia. La passione e la dedizione. La stima per chi ti apprezza e per chi, coraggiosamente, non ti apprezza. L’onestà intellettuale, la trasparenza. L’educazione. Ci sono la capacità di mantenere rapporti lunghi, di coltivare le relazioni. Di assecondare il mercato. Di immaginare il futuro, oggi. Di progettare in grande con piccoli budget. Di investire tanto su volti sani.
Nessuno dica che un saluto non serve. Che un sorriso sia di troppo. Che una disponibilità fuori luogo e fuori tempo sia sprecata. Che una email ben scritta non serva. Che la cura dei social sia tempo perso.
Iniziamo questa seconda parte dell’estate con un contratto con la LIRH che ci permetterà di sperimentare un modello di etnografia digitale applicata alle malattie rare, salutiamo con un arrivederci l’esperienza breve ma intensa con IPSOA e le tante iscrizioni portate al master tributario, lavoriamo per una gara in WIND, rafforziamo la collaborazione con l‘Istituto Pasteur, continuiamo a contrarre sponsor per la più attesa mostra d’arte di fine anno, entriamo nel vivo dell’organizzazione di un nuovo festival cinematografico a Todi, raccogliamo inviti a presentare la nostra visione del digital banking.
In una parola, viviamo. Come se fossimo ancora all’inizio, giusto?

 

 

Agostino

Dal digital banking al digital mobile banking

Di cosa si parla online quando affrontiamo il tema delle banche digitali? Argomento affascinante e complesso, dato che il digital banking costituisce la maggiore innovazione delle ultime decadi in un settore per il resto molto tradizionalista.

Ne ho già parlato qui e qui. Il tema che interessava approfondire oggi è se si intravedono delle evoluzioni ulteriori in un settore così dinamico.

Certamente il 2015 si caratterizza per l’affermarsi di nuovi importanti player, da Widiba del Gruppo Montepaschi a Hello Bank! di BNL, ma vorrei concentrare inizialmente l’analisi sui temi di discussione.

In Estrogeni monitoriamo da gennaio 2014 le conversazioni online su 7 delle principali banche digitali italiane, sulle pagine pubbliche di Facebook, su Twitter, sui forum web e sugli Store delle app, attraverso la piattaforma proprietaria Thread-off. Ebbene, mettendo a confronto gli argomenti di discussione del 2014 con quelli della prima metà del 2015, emergono trend molto chiari, forse prevedibili come direzione, ma sorprendenti come intensità della direzione.

Partiamo dalla distribuzione delle conversazioni nel 2014 (base dati oltre 22.000 feed):

Il conto è l’argomento principe, seguito da vicino dalle app e dalle promozioni che le banche propongono ai nuovi correntisti. In quarta posizione, l’home banking su web.

Nel 2015 (febbraio – giugno) registriamo movimenti importanti (base dati oltre 10.000 feed):

Le app non solo si portano al primo posto, ma staccano nettamente tutti gli altri argomenti di discussione. Alcuni fattori influenzano questo dato: ci sono stati molti aggiornamenti importanti di app, spesso di player con ampie basi clienti (CheBanca!, WeBank, Ing Direct), che hanno determinato innumerevoli commenti sui forum e sui social e recensioni sugli store. Resta il fatto che senza dubbio il trend è di forte crescita.

Non a caso un tipico commento positivo su un’app suona più o meno così: “riesco a fare tutto senza andare mai sul sito o in filiale”. Quindi l’app come sostitutiva di quasi tutti gli altri servizi. E la mobilità come principio guida evolutivo del digital banking, tanto da diventarne parte predominante, e portarci ormai a parlare di digital mobile banking.

L’altra faccia della medaglia è il contemporaneo crollo delle discussioni sul sito (a cui non accedo nemmeno, se l’app mi funziona bene…) e sul conto (con tassi ormai omologati verso il basso e servizi con diverso livello di apprezzamento ma sostanzialmente standardizzati).

Mentre tengono le offerte, spesso utilizzate da chi ha interesse solo ad acquisire la promo e non realmente a tenere il conto aperto, e salgono le conversazioni sugli investimenti e sul risparmi gestito. Non solo per un maggiore interesse dei risparmiatori in tempi incerti, ma anche per il rafforzamento delle squadre di grossi operatori come Fineco e Mediolanum, e l’ingresso di un nuovo player come Widiba.

App, conto, investimenti, e promozioni, dunque.

Chi sta vincendo sui principali argomenti di discussione del 2015? Ecco i risultati della nostra analisi del sentiment:

Fineco è molto ben piazzata, e vince nei cluster chiave App (complici anche le difficoltà dei competitor) e Conto. Mediolanum e CheBanca! ai primi posti sul risparmio gestito. Discreti risultati di Webank, mentre si fanno notare i nuovi arrivati Widiba con molti buoni piazzamenti e Hello Bank! che è leader sulle promo. E Ing Direct? Dalle nostre rilevazioni, appare un po’ in difficoltà, pur continuando ad avere una buona visibilità ed essere spesso visto come la banca con minori costi in assoluto.

 

400 400 Agostino

Voice Over Your Film

Wir alle wissen, dass es immer wichtiger wird die Überwachung von Gesprächen über soziale Netzwerke zu verstehen. Was ist die Positionierung unserer Marke? Ob und wie oft spricht jemand über sie und wie?

Jetzt wo die Performance der Marken auf den Social Media Seiten immer mehr mit den Investments verbunden ist, ist der Bedarf an Verständnis, was die Ergebnisse der Investments bringen und wie man im Vergleich zu den Wettbewerbern positioniert ist, gestiegen.

Um diesen Bedarf zu befriedigen bieten wir einen neuen Service an: „Voice-Over“. Dieser Service wird die Quantität der Gespräche auf Facebook und Twitter, bezüglich neu erscheinender Filme, messen. Wir gucken somit inwieweit das Publikum auf den sozialen Netzwerken Interesse an den neuen Filmen hat und ob die Investitionen der Produktionsfirmen die gewünschten Ergebnisse erzielen.

Wir haben die Filme näher betrachtet, die vorherige Woche in die italienischen Kinos gekommen sind:

  • Avengers: Age of Ultron – Walt Disney
  • Adaline – L’eterna giovinezza – Eagle
  • I bamibini sanno – BIM
  • Il figlio di Hamas: the green prince – Wanted
  • In the box – Istituto Luce Cinecittà
  • Le frise ignoranti – M2
  • Samba – 01 Distribution
  • Sarà il mio tipo? – Satine
  • Short skin – Good Films
  • SQuola di Babele – Kitchen

Der Betrachtungszeitraum ist der 13.-22. April 2015.

Für Facebook wurden die offiziellen Fan-Seiten der Filme mit in die Überlegungen einbezogen, falls diese nicht vorhanden waren, die Fan-Seiten der Produktionsfirmen. Für Twitter wurden Tweets mit den Hashtags der Filmtitel bewertet.

Wie wir uns bereits gedacht hatten, hat der Film „Avengers“ den gesamten Wettbewerb hinter sich gelassen, was sicherlich auch an der Abendkasse repliziert wurde (bereits am ersten Tag der Veröffentlichung hat er hochgerechnet bereits mehr als 1. Mio Euro eingespielt).

Die von „Avengers“ gesammelten Feeds, in 10 Tagen Analyse, haben die 12k überschritten. Der Tagesdurchschnitt ist der höchste, den unsere Plattform Thread-Off jemals aufgezeichnet hat.

 

Der neue Film von Veltroni „I bambini sanno“ verfügt nicht über eine Facebook-Seite und auf der Facebook-Seite von BIM wurden keine Kommentare in der Berichtsperiode erfasst. Twitter auf der anderen Seite verfügt über ein hohes Volumen an Gesprächen vor allem in Bezug auf die Vorschaubilder am 13. und 15. April und die Beteiligung von Walter Veltroni am Programm „Che Tempo Che Fa“  von Fabio Fazio.

In der nachfolgenden Tabelle ist der tägliche Trend aller Filme dargestellt.

Auch hier haben wir „Avengers“ aus den Betrachtungen ausgeschlossen, um die anderen Filme näher in den Blick nehmen zu können.

 Neben den drei Peaks von „I bambini sanno”, worüber wir gerade gesprochen haben, können wir einen schnellen Anstieg des Films „Samba“ ab dem 17. April erkennen. Dieser könnte mit einem hohen Investment auf Facebook in Verbindung stehen, da sich die Kommentare nur auf zwei oder drei Posts beziehen. Der Peak bei dem Film „Le Frise Ignorati“, basiert hingegen auf einer intensiven digitalen PR Aktivität. Die Tweets die grundsätzlich den Trend nach oben gepusht haben, beziehen sich auf Clips die exklusiv in manchen Kinosälen gezeigt wurden.

Welche werden die Korrelationen mit dem Box Office des ersten Wochenendes sein? Die Sentiment-Analyse hätte uns nähere Informationen geben können, weil wir so gesehen hätten wie über die einzelnen Filme gesprochen wurde. Aber auch die einfache Sichtbarkeit in den sozialen Netzwerken ist für die Einnahmen eines Filmes wichtig, vor allem während des ersten Wochenendes in den Kinos.

Die Daten die wir analysiert haben zeigen jedenfalls einen Erfolg von Avengers, aber wir können jetzt schon ableiten, dass die Filme „Samba“ und „Adaline“ eine ziemlich gute Bewertung bekommen werden. Der Film „I bambini sanno“ könnte einen guten Durchschnitt in den Kinosälen erhalten, unter Berücksichtigung der Tatsache, dass nur wenig Leinwände zur Verfügung standen. Die Daten sind jedoch sehr unsicher, da das Volumen an Konversationen sehr stark von den Werbemaßnahmen des Films abhängt.

Nächste Woche haben wir den Beweis für diese internationale Beziehung zwischen Share of Voice und Abendkasse.

Jede Woche werden wir die Daten der ersten drei von der Liga Voice-Over veröffentlichen, lesen Sie mehr über diesen Service unter https://estrogeni.net/voice-over

 

800 533 Agostino

50 sfumature di sentiment

Tre anni dopo, mi è capitato di ripensare ai primi incontri in cui raccontavo a potenziali clienti dei servizi di sentiment analysis.

Quando riuscivo ad arrivare alla fine della presentazione (caratteristica tutta italiana, nel bene e nel male), la domanda più tipica era del tipo “So what?”. Ovvero “bello, ma che ci facciamo in concreto?”.

Le possibili applicazioni erano talmente tante, secondo me, che mi trovavo (concedetemi il paragone) un po’ come nella situazione in cui si trovavano i primi commerciali dei PC, che non sapevano bene come convincere i potenziali acquirenti a comprare un oggetto che faceva tante cose diverse, ma nessuna specifica in particolare.

D’altra parte le ricerche di settore lo dicevano, che l’awareness building sarebbe stata l’attività principale su cui lavorare per far crescere il mercato.

Tre anni dopo, noto senza dubbio una maggiore consapevolezza negli interlocutori. Sarà che i Big Data sono molto di moda e sexy, anche non si tratta esattamente della stessa cosa. Sarà che i budget destinati agli investimenti digitali continuano a crescere, tra i pochi. In ogni caso, io stesso ho esempi molto più concreti da fornire, un po’ come il venditore di PC di prima che finalmente poteva mostrare un videogioco (sì, fu quella la leva vincente per l’informatica di massa degli albori). E quindi, in caso di “so what”, snocciolo cosa si può fare con la sentiment analysis:

  • Decisioni informate di marketing – non più, solo, il fiuto del creativo, ma una creatività informata e ispirata da numeri, tendenze, valutazioni sulle scelte dei competitor
  • Sentiment call to action – ovvero azioni di marketing direttamente suggerite dalle conversazioni online, per esempio intercettando gli scontenti di altri brand
  • Servizi di predizione delle vendite – che in particolare abbiamo sviluppato nel settore cinema
  • Utilizzo dei commenti dei clienti per guidare gli sviluppi – ad esempio di app e siti web per le banche digitali
  • Gestione dei social network e scelta dei materiali comunicativi ispirata dal sentiment degli utenti

Fra tre anni, cosa sarà cambiato ancora? Mi aspetto un’integrazione sempre più spinta tra servizi, con la sentiment analysis che influenza le scelte di acquisto B2B e di pianificazione media e social, con l’integrazione con i dati dei CRM aziendali, con creatività sempre più guidate dal sentiment, con servizi predittivi sempre più accurati e ad ampio raggio di applicazione. Mi aspetto sostanzialmente una pervasività della sentiment analysis, ovvero ogni impresa di una certa dimensione non ne potrà fare a meno, seppure in forme, profondità, tempi e modi diversi.

Mi aspetto insomma 50 sfumature di sentiment, perlomeno.

Agostino

50 shades of sentiment

After three years, I happened to think back to the first meetings in which I told about sentiment analysis to potential customers.

When I was able to get to the end of the presentation (interrupting and commenting is a typical Italian feature, for better or for worse), the question more typical was: “So what?”

Possible applications were so many, in my opinion, that I was feeling (pardon  the comparison) a little like the first salesmen of PC: they did not know well how to convince potential buyers to buy an item that was useful to do many different things, but not anything in particular.

Just like market researches was telling: the awareness-building would be the main activity to work on to make the market grow.

Three years later, I see certainly more awareness in stakeholders. Maybe because big data are very fashionable and “sexy”, even though this is not exactly the same thing. Maybe because budget allocated to digital investments continues to grow, one of the few. In any case, I myself have much more concrete examples to give, again a little ‘as the seller of PCs that finally was able to show a video game (yes, that was the winning lever for mass market computing). And then, in the case of “so what”, I started my list of what you can do with sentiment analysis:

  • Informed decisions marketing – no more, only, the eye for creative, but a creativity informed and inspired by numbers, trends, feedback on the choices of competitors
  • Sentiment call to action – that is to say marketing actions directly suggested by the online conversations (for example, by intercepting the malcontents of other brands)
  • Services prediction of sales – in particular we have worked on movie’s box office predictions
  • Use of customer comments for guiding developments – for example apps and websites for banks digital
  • Management of social networks, and choices on communicative materials, inspired by the sentiment of users

Three years from now, what will be changed again? I expect an ever deeper integration between services, with sentiment analysis to influence the B2B purchasing decisions, and determining web and social media planning. I expect integrations with enterprise CRM data, creativity increasingly driven by sentiment, predictive services more and more accurate and widespread.

Basically, I expect a pervasive sentiment analysis, namely that any company of a certain size will not be able to do without it, albeit in forms, depth, time and different ways.

I expect, in short, 50 shades of sentiment, at least.

930 428 Agostino

New digital banking models

Some of you maybe foresaw it, and we have to say that there was an online clue. Now we can finally tell you openly: we have been working since January with Hello bank! (if you don’t know it, it’s the online bank of BNL Group, BNP Paribas Group).

In detail, we are analyzing, month by month, online conversations about the whole Italian online banking landscape, providing our client with a complete and up to date description of Italian players online perception and of the consumers opinions about their products and services. The outcome is a  useful market picture to get marketing insights starting with data measurement, precious to evaluate current marketing actions, to correct possible critical situations and to suggest possible new activities. All the work is done using our listening platform Thread-Off.

Our Web Analytics Director Davide Magini, comments the collaboration in a press release we sent to describe this activity:

“It is a great pleasure to support the growth of a European enterprise like Hello Bank!. To support their grown path, from the debut on the Italian market, my team and I had to show a great operative dynamism, and a high service customization. Week after week we identified and classified clusters always more focused, analyzed both on the quantitative and the qualitative side, showing what we consider the key factor of our reliability. In other words, we provide the “human” contribution to the analysis, in addition to the software. That’s why we like to present ourselves as “Tailored Sentiment Analysis” suppliers.”

In the same direction we are reinforcing our presence in other mass markets, especially the entertainment one. It’s a industry where we are among the market leaders, and we are successfully experimenting a box office predictions algorithm, with the ambition of trying to reproduce the same service in other sectors.”

We asked Matteo Coppari, Head of Marketing & Sales at Hello bank!, his comment to the job we are doing together. Those are his words, and we are very glad of hearing them:

“Estrogeni’s Brandiment reports for us are the difference between lots of information hard to use and a rational synthesis giving a real absolute value. During these months we worked together, with a progressive refinement of the analysis dimensions and of the possibility of connecting the output with accurate marketing actions. So we achieved a valuable tool for our activities, seen with interest from other departments too.”

Do you want to know more? Give us a call, Tailored Sentiment Analysis doors are open for everybody.

Versione italiana qui