Articoli taggati :

BIM

1000 649 Agostino

Green carpet

Un po’ ci speravamo, ma si trattava di una di quelle combinazioni di risultati difficili da pronosticare. Non stiamo parlando di calcio scommesse (non è periodo…) ma dei premi Oscar, la cui premiazione di ieri sera ha celebrato praticamente tutti i film per i quali facevamo il tifo.
Partiamo da The Artist, non potrebbe essere altrimenti. Il film di Michel Hazanavicius si aggiudica ben 5 statuette, tra le quali le due principali (miglior film e miglior regia), miglior attore protagonista (Jean Dujardin) e due premi tecnici (colonna sonora e costumi). Ci piace sentire questo successo anche un po’ nostro. A questo film ci siamo affezionati da subito, ne parlava già entusiasticamente Daniela nel giugno scorso, quando ancora la lunga cavalcata agli Oscar non era partita. Poi sono arrivati il lavoro commissionatoci da Bim (che ha distribuito i film vincitori dei premi principali) e una pagina facebook di grandissimo successo. Più il traguardo si avvicinava e più l’impresa sembrava possibile, anche grazie al successo nei premi pre-Oscar. Poi il trionfo di ieri, che è già negli annali del cinema.
Un altro premio che ci sta molto a cuore è quello come miglior attrice protagonista a Meryl Streep per The Iron Lady. Si tratta infatti di un altro film Bim, di un altro nostro lavoro, anche in questo caso pagina facebook. Forse in questo caso la concorrenza era – se possibile – ancor più agguerrita che in altre categorie, in particolare c’era Glenn Close a far paura, con un film che sembrava cucitole intorno ad hoc per la conquista dell’Oscar. E invece l’ha spuntata The Iron Lady, che si aggiudica anche il premio per il miglior trucco.
Ma a farci esultare non sono soltanto i film per i quali abbiamo lavorato. Ci fa molto piacere anche il successo di Octavia Spencer come miglior attrice non protagonista per The Help, altro film sul quale aveva speso ottime parole Daniela (sapete a chi rivolgervi il prossimo anno se vi piace scommettere). E continuiamo anche a essere affezionati a quella trilogia Millennium che ci aveva visto protagonisti del lancio della versione originale di Uomini che odiano le donne in Italia e che nella sua versione americana si è aggiudica la statuetta per il miglior montaggio.
Unico piccolo rimpianto è per Pina 3D, in nomination come miglior documentario, che si è dovuto arrendere di fronte a Undefeated. Per il film di Wim Wenders, nostro ospite sul blog a Ottobre, avevamo curato – ancora una volta per Bim – la pagina facebook italiana. C’è mancato solo questo per completare il 13, ma forse sarebbe stato chiedere troppo. Quella appena passata resta comunque una gran bella nottata e stamattina vediamo anche in giro per l’ufficio qualche luccichio che sembra il riflesso su una statuetta d’oro…

 

150 150 Agostino

A piccoli passi

Quello di Wim Wenders per Pina Bausch è un film stupendo. C’è la passione, la leggerezza, il sogno. La storia di una donna eccezionale che spende la sua vita per la danza. L’unica forma capace di darle salvezza. L’unica lingua in cui possa esprimere la gioia di essere al mondo, insegnando ad altri a parlare. Gli altri, appunto. Sono loro i veri protagonisti di Pina. I suoi allievi. I suoi compagni. I suoi amici. Voci che si raccontano, e la raccontano. Parole. Movimenti. Musiche e silenzi. E poi c’è la città, coi suoi rumori e scenografie intere fatte solo di paesaggio. Una vera gioia per gli occhi. Meglio ancora se la si guarda in 3D, come è successo a me ieri sera e consiglio a tutti di fare. Meglio ancora se, uscendo dalla sala, si trova il cielo sgombro dopo una giornata di pioggia e vien voglia di guardare in alto. Meglio ancora se, prendendo il braccio della persona che avevi accanto, capisci che dentro ad ognuno, al di là del caos, c’è forse davvero una stella danzante.

150 150 Agostino

Chi ha paura del buio?

Immigrazione, precariato, donne e viaggio sono i temi che Massimo Coppola affronta nel film “Hai Paura del buio“, in uscita il 6 maggio 2011.
Eva viene licenziata dalla fabbrica dove lavora a Bucarest e decide di mollare tutto: fuga? ricerca? nostalgia?
Lo spettatore ignaro segue lo sguardo malinconico di Eva quando si trova sul treno che la porterà a Melfi. Arrivata in Italia, la ragazza si rifugia nella macchina di Anna, una ragazza operaia nella fabbrica della FIAT. Si conosceranno e inizieranno le loro avventure parallele. Eva e Anna sono come un’unica entità, come due facce della stessa medaglia. Un film che fa riflettere, sicuramente attuale, considerando il tema del precariato nel mondo giovanile. Nel film ha un ruolo fondamentale la musica, Massimo Coppola ha scelto i Joy Division, un gruppo post-punk, simbolo del disagio dell’uomo nella società post-industriale. Attraverso l’iPod di Eva, lo spettatore passa dall’ascolto assordante della musica al rumore della fabbrica, dal sogno e dall’immaginazione alla pura e cruda realtà.

150 150 Agostino

Un crack e i suoi derivati

Sarà questione di gusti, ma noi, qui ad Estrogeni, siamo sempre stati per i sapori netti. Tra i quali, certo, esistono mille sfumature; un po’ come nella vita reale. Dove però, ad un certo punto, si richiedono scelte. Che, come sempre, possono risultare giuste o sbagliate. Da qui, le tinte usate per il sito – online dal 18 febbraio – del film di Molaioli Il Gioiellino, distribuito da BIM a partire da oggi e promosso – anche grazie alla nostra partecipata Behind punto comm – in partnership con il Corriere della Sera. Un’esperienza che ci ha visti impegnati, in parallelo,  nella campagna teaser sull’azienda Leda, protagonista del film.
Al centro della comunicazione, il bianco e il nero. Il colore della purezza, dell’ingenuità. Del latte. Perché altro non si racconta che della storia di un’azienda casearia e delle sue alterne fortune. Della fiducia raccolta presso i piccoli investitori, dell’entusiasmo per una sfida condivisa. E il nero, perché il candore fa presto a macchiarsi. Le aziende ancora più in fretta a indebitarsi.
Per raccontare entrambi, ci siamo affidati alla fluidità del latte stesso, al suo ondeggiare tra alti e bassi. Come un mare da navigare, a volte a vista, ma che vale pur sempre la pena esplorare.

150 150 Agostino

I giovani non hanno paura del buio

A distanza di due anni, un po’ per mia volontà, un po’ grazie alla lungimiranza di Alfredo e alla fiducia di Riccardo, mi ritrovo nuovamente a varcare il maestoso portone di Palazzo Giannelli Viscardi in Corso Vittorio Emanuele, sede di Ateneo Impresa.
Mi aspettano nell’aula degli specchi gli allievi dei Master in Marketing e Comunicazione dello Show Business e di Relazioni Pubbliche Europee, per loro è un momento importante, il lancio del Project Work.
Quando in Ateneo mi occupavo della coordinazione didattica, l’assegnazione del Project Work era sempre un momento di grande tensione per gli allievi. Nell’ambito del percorso di studi è la prima vera occasione di confrontarsi con un lavoro concreto e un committente reale. Ieri ero lì a rappresentare i committenti, Estrogeni e BIM Distribuzione. L’opportunità che diamo ai ragazzi di Ateneo è di elaborare un piano di comunicazione e marketing per il film Hai paura del Buio, primo lungometraggio del regista Massimo Coppola, prodotto da Indigo Film, in collaborazione con BIM Film e MTV Italia e presentato durante la Settimana Internazionale della Critica alla 67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Mi cimento con una breve presentazione dell’opera.
Hai paura del buio racconta la storia di due ragazze che lottano per i loro sentimenti e per il loro futuro. Un doppio viaggio attraverso cui Coppola racconta anche uno spaccato di realtà da un inedito punto di vista, dimostrando quanto sia necessario essere giovani eroi per affrontare il mondo di oggi.
Segue la visione del trailer, poi obiettivi, timing e budget. Partono le domande, i ragazzi sono un po’ perplessi, la visione integrale del film potrebbe aiutarli, ma per ora si devono accontentare di queste poche informazioni. Il lavoro d’agenzia è anche questo. Mi viene spontaneo chiedere “avete paura del buio?”, no rispondono, allora buon lavoro!
Gli allievi saranno divisi in due gruppi concorrenti tra loro, la sana competizione non guasta mai; i progetti saranno presentati il 28 ottobre, vinca il migliore, come si dice in questi casi.
Il film sarà nelle sale cinematografiche nei primi mesi del 2011, con la doppia valenza di credere e valorizzare i giovani talenti. Mission che in Estrogeni abbiamo a cuore, visto che alcuni ex allievi di Ateneo Impresa, Daniela, Alessia, Ignazio, fanno parte del nostro organico a pieno titolo.
150 150 Agostino

La città e la musica. Da Roma a Woodstock

Pubblico uno speedy post di fine giornata, giusto per invitare quanti ci seguono, e ne abbiano la possibilità, a raggiungerci domattina presso la facoltà di sociologia della Sapienza di Roma. Alle 10,30, presso l’aula B14, ci sarà un incontro/dibattito con il critico musicale Dario Salvatori, Harold Bradley (fondatore del Folkstudio) e Alfredo Borrelli, amministratore di Estrogeni (insieme a tutto il reparto web marketing), sul tema “Da Roma a Woodstock. Gli anni Sessanta e la formazione di una Global Consciousness”. Seguirà la proiezione del film “Motel Woodstock”.
L’occasione è giusta per vedere quel grande e affasciante oratore che è Francesco Del Franco all’opera.
Di seguito, il video di presentazione dell’evento.
Mi raccomando, non fate come con la rivoluzione del ’68. Non mancate.

150 150 Agostino

Vuoti a perdere

Ti immergi. Ti identifichi. Ti angosci. Questo è Draquila. Questo è il cinema. Questa è l’informazione. Non un editoriale sull’incremento esponenziale delle vittime. Devi sentire le richieste di aiuto. Devi vedere le case cadere. Devi sentire tue le vite strappate.
Assistere alla riproduzione della realtà, che sia su celluloide, su pellicola o tela, può allontanare lo spettatore dalla situazione reale se non riesce ad andare oltre il finzionale o può avvicinarlo se riesce ad immergersi nella riproduzione, allontanando il supporto che ne consente la riproducibilità.
Un montaggio finale, con scene del 6 aprile alle 3.32 e con le chiamate al pronto emergenza, è un calcio in pieno petto. Ti manca l’aria. Vorresti uscire da quella riproduzione della realtà, ma è lì che ti si apre la mente. Una violenza mediata che permette l’identificazione di se stessi in quelle persone che hanno perso tutto, che non hanno più niente e che continuano a lottare. Per sé, per gli altri e per la loro terra. Uomini, donne e bambini che non hanno mai smesso di ringraziare chi gli abbia dato un mano, ma che allo stesso tempo non hanno gradito la trasformazione della loro tragedia in un Grande Evento. Un Grande Fratello con attori reali, che le istituzioni hanno sfruttato e mai retribuito. Persone illuse con il sogno di un domani migliore, con una bottiglia 0,75l di spumante italiano regalata dal presidente in persona.
Gente a cui i “vampiri” hanno succhiato quasi tutto, ma non quel sangue che gli dà la forza di combattere per il proprio domani senza l’aiuto di nessuna SpA.
I parassiti non hanno bandiere, non sono di destra né di sinistra, sono solo dei carnefici, ma “non pensate che una persona che si può considerare completamente vuota e incapace alla fine cada, non è così. Berlusconi è una persona che dura”.

150 150 Agostino

Scommesse cinematografiche

C’era una volta un elegante riccio che ascoltava musica soul in una cucina. È quello che verrebbe fuori dall’incrocio delle sinossi di due film nelle sale in questi giorni.
Il riccio, tratto dal bestseller L’eleganza del riccio, uscito il 5 gennaio; e Soul Kitchen, al cinema dall’8 gennaio.
Due pellicole, due clienti, la storica Bim e la new entry Eagle Pictures, il webmarketing.
Ci siamo conquistati, con tenacia, un piccolo spazio nella distribuzione cinematografica, promuovendo i due film con strategie differenti e ugualmente mirate. Un elegante blog per Il riccio e un gustoso sito per Soul Kitchen, entrambi coadiuvati da attività di pr online.
Per la prima volta, la mia passione per la tecnica cinematografica come elevazione dell’animo umano, precipita in un vortice terreno. E invece di indivuare tracce semiotiche, cerco subito i dati del boxoffice.
In questo secondo weekend di gennaio, ho puntato su due cavalli, spero vincenti, e guardo la corsa con ansia e partecipazione. Soul Kitchen o Il riccio?
Si aprono le scommesse. Puntate su di noi, gente!