Articoli taggati :

sentiment

800 400 Davide

Cinema2Day: il sentiment di gennaio

Dopo l’analisi sul mese di novembre, che potete trovare qui, andiamo ad analizzare il sentiment del #Cinema2Day di gennaio. L’iniziativa, ormai ampiamente conosciuta,  prevede un biglietto di ingresso a 2€ nel secondo mercoledì del mese e sta registrando un crescente successo di pubblico.

La sentiment analysis conferma l’apprezzamento ampio dell’evento, con valori complessivi in sicura crescita rispetto ad anni passati. L’analisi dei commenti per tipologia di utenti, e la lettura attenta delle (poche) voci critiche, restituiscono però un quadro finale più complesso del previsto.

 

Agostino

Voice Over – il digital banking visto da vicino – settembre 2015

Voice Over è un servizio di misurazione della visibilità sui social network per brand e servizi, che oggi applichiamo nuovamente al settore bancario, dopo la pubblicazione dell’indagine su agosto.


Partiamo sempre dall’analisi della visibilità complessiva su settembre, registrata sulle pagine Facebook di sette tra i principali operatori del settore, e dai tassi di interazione, calcolati in rapporto ai fan totali delle pagine.


Ai primi posti si confermano ING Direct e CheBanca!, mentre sale al terzo posto Fineco, e arretra Banca Mediolanum.


Digital Banking_Voice Over 1

Sempre Fineco fa registrare il miglior tasso di interazione, staccando nettamente gli altri, nonostante la crescita di CheBanca! e la buona performance di ING Direct e Webank.


Digital banking interazione

Il terzo e decisivo elemento di valutazione è naturalmente il sentiment, che analizziamo con analisti ancor prima che con software, con un’accuratezza quindi molto elevata. I valori rilevati sono espressi con un indice sintetico di sentiment da 0 (negativo) a 100 (positivo).


I brand leader come visibilità, lo sono anche nell’apprezzamento dei clienti? Sì e no.


Fineco è al primo posto: nonostante una leggera diminuzione dell’apprezzamento, approfitta del maggiore calo di Banca Mediolanum (che era prima ad agosto).


Widiba migliora il sentiment e sale al secondo posto (era terza). Lo stesso per CheBanca!, che si porta al quarto posto ed entra in area positiva (espressa dal verde chiaro).


È ING Direct invece ad essere un leader di visibilità con sentiment …dai piedi d’argilla! Commenti molto negativi per la banca che ha avuto difficoltà nell’accredito degli stipendi, puntualmente registrati nella nostra analisi, e che la fanno sprofondare su valori molto lontani da una sufficienza.


Digital banking sentiment

Per avere un quadro ancora più completo, l’analisi può essere estesa agli Store di app online. Si tratta di un asset che pesa sempre di più per la valutazione di una banca digitale. Per saperne di più, scriveteci a voiceover@estrogeni.net.


150 150 Agostino

Note di Borsa – Il web sentiment della settimana

Lunedì, vi abbiamo dato una panoramica sul modello di predittività legato al sentiment che stiamo sperimentando da un po’. Da oggi e per il prossimo mese, ogni sabato condivideremo un resoconto della settimana appena trascorsa ma soprattutto l’indicazione di tendenza del breve periodo che la nostra analisi fornisce.
Settimana che ha visto il FTSEMIB muoversi lateralmente da un livello di 19.950 e chiudere poco sopra a 20.040 il venerdì. Hanno tenuto banco sulle contrattazioni il clima di positività sul settore bancario dovuto al possibile annuncio di un QE da parte di Draghi il 4 Dicembre, mentre dall’altra i titoli petroliferi che hanno sofferto enormemente a causa dell’andamento del prezzo del greggio e della scelta dell’Opec (Giovedì) di non diminuire i ritmi di estrazione del petrolio.
Di seguito, è possibile osservare il movimento del nostro indice.Il lunedì si chiude poco sotto la parità ed è possibile notare come l’apertura di Wall Street abbia influito sull’inversione dell’indice. Stesso scenario il giorno dopo ma con una chiusura positiva. Notare come la comunicazione di un Pil americano molto più alto del previsto abbia fatto scattare le vendite massicciamente. Mercoledì inizia a vedersi l’effetto negativo dell’andamento dei prezzi del greggio sul titolo, infatti i bancari resteranno tendenzialmente sempre sopra la parità. Giovedì il mercato riprende la via degli acquisti mentre venerdì forti vendite stavano riportando le quotazioni sul livello dei 19.900 quando l’apertura del mercato americano ha permesso di chiudere sopra ai 20.000.
Di seguito, l’andamento predittivo elaborato attraverso un modello adattivo sui dati di sentiment raccolti dai social network.Anche il sentiment ha mostrato un movimento fondamentalmente laterale. È risultato predittivo nell’apertura di lunedì e per tutti le altre giornate, escludendo la chiusura di venerdì dove l’andamento negativo dell’indice si è smorzato nell’ultima ora di contrattazione. C’è da notare che l’indicazione è stata leggermente negativa due giorni e neutra per due.
Per lunedì, il sentiment indica un buon livello di positività sul nostro indice.

800 533 Agostino

Il mercato del sentiment

Come molti sanno, le origini del sentiment risiedono nel mondo finanziario. Il fiuto dei vecchi agenti di cambio a livello internazionale, spesso corretto da insight non sempre leciti o rumor approssimativi, ha per anni fatto il mercato, a livelli sia macro che micro.
Da due anni, parallelamente allo sviluppo di un modello sintattico basato su un approccio semantico al sentiment, siamo voluti tornare alle origini. Abbiamo voluto cioè costruirci un piccolo paniere virtuale (otto titoli, tra bancari energetici industriali) su cui misurare la bontà del nostro lavoro, mettendolo alla prova con quanto di più volatile esista come marketplace.
Perché lo facciamo? L’ambizione è quella, in un futuro chissà quanto lontano, di renderla attività profittevole, attraverso chissà la costituzione di un fondo dedicato.
La necessità, invece, è quella di migliorare le nostre performance, valorizzarle, distinguerle dall’ormai affollata offerta di sentiment analysis.
Come fai a dire che il tuo lavoro è fatto bene? Basta la tua soddisfazione e quella dei clienti? Come allontanarsi da valutazioni soggettive? Ecco, allora, la necessità di misurarsi con qualcosa di altamente complicato ma sfidante. Rendere le tue analisi di sentiment un indicatore da inserire, al pari di altri, nella valutazioni preventive di impatto sul mercato. Rendere le tue analisi di sentiment un affidabile strumento di predittività. Se lo dice il mercato, se lo dicono le scelte dei consumatori, se lo dice la fiducia degli investitori, non c’è simulazione o approssimazione o modalità d’ingaggio poco chiara che tenga.
Nel dettaglio, ogni giorno raccogliamo i feed inerenti i nostri titoli, li analizziamo, attribuiamo un valore di positività, negatività o neutralità, inseriamo quest’ultimo all’interno dell’algoritmo che abbiamo costruito e dal modello arrivano in automatico indicazioni di acquisto vendita o tenuta.
Oggi, a inizio di una nuova settimana di mercato, vogliamo condividere con voi uno dei report che rilasciamo all’interno del nostro gruppo di lavoro e, per la precisione, quello relativo alla settimana scorsa.

La settimana che si è chiusa per i mercati ha visto come protagonista Mario Draghi che, con i suoi annunci, ha dato chiare indicazioni sull’intenzione di procedere con strumenti non convenzionali per arrestare il fenomeno deflattivo e raggiungere il target del 2% di inflazione nell’area dell’euro.
In particolare, i mercati si sono surriscaldati all’ipotesi di acquisto da parte delle BCE di titoli di stato sovrani. Il nostro indice è particolarmente sensibile a questi annunci perché il suo listino è fondamentalmente formato da banche e queste hanno in portafoglio enormi quantità di titoli di stato italiani.
Quanto detto si è visto fin dall’inizio della settimana con l’indice che, dopo essere partito in negativo nelle prime fasi di contrattazioni del lunedì, ha ripreso il terreno degli acquisti fino a giovedì 20, quando sono stati resi noti i dati sull’economia europea (PMI) che hanno visto un deterioramento della zona Euro. L’indice, infatti, dopo aver raggiunto area 19.500 nella giornata del 19, si è riportato a quota 19.200. Venerdì, invece, l’annuncio da parte di Draghi durante un’intervista di essere sempre più vicino all’attuazione di misure straordinarie, ha portato l’indice a un incremento di più del 3% in area 20.000. Questo è possibile riscontrarlo nel grafico dell’indice qui sotto riportato:Il sentiment da noi elaborato, che si basa su di un’elaborazione precedente all’apertura del mercato, ha mostrato di poter predire correttamente il trend del FTSEMIB come riportato dal grafico di seguito:Nella giornata di lunedì, si vede come il sentiment (che ha un range da -8 a +8) fosse impostato negativamente (-6) mentre si nota il recupero nelle giornate del 18 e 19 (-2), con un relativo calo nella giornata di giovedì (-6), per poi predire correttamente il forte movimento al rialzo della giornata di venerdì (+6).

800 533 Agostino

50 sfumature di sentiment

Tre anni dopo, mi è capitato di ripensare ai primi incontri in cui raccontavo a potenziali clienti dei servizi di sentiment analysis.

Quando riuscivo ad arrivare alla fine della presentazione (caratteristica tutta italiana, nel bene e nel male), la domanda più tipica era del tipo “So what?”. Ovvero “bello, ma che ci facciamo in concreto?”.

Le possibili applicazioni erano talmente tante, secondo me, che mi trovavo (concedetemi il paragone) un po’ come nella situazione in cui si trovavano i primi commerciali dei PC, che non sapevano bene come convincere i potenziali acquirenti a comprare un oggetto che faceva tante cose diverse, ma nessuna specifica in particolare.

D’altra parte le ricerche di settore lo dicevano, che l’awareness building sarebbe stata l’attività principale su cui lavorare per far crescere il mercato.

Tre anni dopo, noto senza dubbio una maggiore consapevolezza negli interlocutori. Sarà che i Big Data sono molto di moda e sexy, anche non si tratta esattamente della stessa cosa. Sarà che i budget destinati agli investimenti digitali continuano a crescere, tra i pochi. In ogni caso, io stesso ho esempi molto più concreti da fornire, un po’ come il venditore di PC di prima che finalmente poteva mostrare un videogioco (sì, fu quella la leva vincente per l’informatica di massa degli albori). E quindi, in caso di “so what”, snocciolo cosa si può fare con la sentiment analysis:

  • Decisioni informate di marketing – non più, solo, il fiuto del creativo, ma una creatività informata e ispirata da numeri, tendenze, valutazioni sulle scelte dei competitor
  • Sentiment call to action – ovvero azioni di marketing direttamente suggerite dalle conversazioni online, per esempio intercettando gli scontenti di altri brand
  • Servizi di predizione delle vendite – che in particolare abbiamo sviluppato nel settore cinema
  • Utilizzo dei commenti dei clienti per guidare gli sviluppi – ad esempio di app e siti web per le banche digitali
  • Gestione dei social network e scelta dei materiali comunicativi ispirata dal sentiment degli utenti

Fra tre anni, cosa sarà cambiato ancora? Mi aspetto un’integrazione sempre più spinta tra servizi, con la sentiment analysis che influenza le scelte di acquisto B2B e di pianificazione media e social, con l’integrazione con i dati dei CRM aziendali, con creatività sempre più guidate dal sentiment, con servizi predittivi sempre più accurati e ad ampio raggio di applicazione. Mi aspetto sostanzialmente una pervasività della sentiment analysis, ovvero ogni impresa di una certa dimensione non ne potrà fare a meno, seppure in forme, profondità, tempi e modi diversi.

Mi aspetto insomma 50 sfumature di sentiment, perlomeno.

Agostino

50 shades of sentiment

After three years, I happened to think back to the first meetings in which I told about sentiment analysis to potential customers.

When I was able to get to the end of the presentation (interrupting and commenting is a typical Italian feature, for better or for worse), the question more typical was: “So what?”

Possible applications were so many, in my opinion, that I was feeling (pardon  the comparison) a little like the first salesmen of PC: they did not know well how to convince potential buyers to buy an item that was useful to do many different things, but not anything in particular.

Just like market researches was telling: the awareness-building would be the main activity to work on to make the market grow.

Three years later, I see certainly more awareness in stakeholders. Maybe because big data are very fashionable and “sexy”, even though this is not exactly the same thing. Maybe because budget allocated to digital investments continues to grow, one of the few. In any case, I myself have much more concrete examples to give, again a little ‘as the seller of PCs that finally was able to show a video game (yes, that was the winning lever for mass market computing). And then, in the case of “so what”, I started my list of what you can do with sentiment analysis:

  • Informed decisions marketing – no more, only, the eye for creative, but a creativity informed and inspired by numbers, trends, feedback on the choices of competitors
  • Sentiment call to action – that is to say marketing actions directly suggested by the online conversations (for example, by intercepting the malcontents of other brands)
  • Services prediction of sales – in particular we have worked on movie’s box office predictions
  • Use of customer comments for guiding developments – for example apps and websites for banks digital
  • Management of social networks, and choices on communicative materials, inspired by the sentiment of users

Three years from now, what will be changed again? I expect an ever deeper integration between services, with sentiment analysis to influence the B2B purchasing decisions, and determining web and social media planning. I expect integrations with enterprise CRM data, creativity increasingly driven by sentiment, predictive services more and more accurate and widespread.

Basically, I expect a pervasive sentiment analysis, namely that any company of a certain size will not be able to do without it, albeit in forms, depth, time and different ways.

I expect, in short, 50 shades of sentiment, at least.

Agostino

Il fiuto del web

Qualche tempo fa, tornando da una riunione in Hello Bank!, con Alfredo vediamo una grande affissione di Crevit.it, reclamizzata come “La moneta complementare”. Non sappiamo bene di cosa si tratti, quindi vado sul sito per dare un’occhiata e scopro che Crevit è una “unità di moneta non convertibile in denaro”, viene utilizzata dagli iscritti al programma per vendere e acquistare i propri beni e servizi. La conversione è paritaria fra euro e crevit: 1 crevit = 1 euro.  Quello che mi chiedo, innanzitutto, è dove sia il vantaggio dello scambiarsi beni e servizi attraverso una moneta che vale un euro, quando si potrebbero usare direttamente gli euro, o direttamente un baratto senza scambio di monete, reali o alternative che siano. Ma forse non ho abbastanza conoscenze finanziarie per capirlo, mi dico.
La cosa che più mi fa riflettere, però, è che sia strano che un qualcosa di definito così straordinario e rivoluzionario sul sito, con tanto di citazioni altolocate, non sia stato per nulla commentato e discusso in Rete. A parte la pubblicità tradizionale, non ho letto nessuna discussione entusiasta nei vari gruppi Facebook e LinkedIn, né partiolari conversazioni su Twitter a riguardo. Possibile che ci sia una rivoluzione monetaria in corso sul web, e il web non ne parli?
Arriviamo ad oggi, e i giornali iniziano a parlare di Crevit, ma non in maniera così entusiasta: il Corriere, ad esempio, mette in luce come il credito maturato sulla piattaforma non sia esigibile in Euro (da parte dell’utente) ma il debito invece sì (da parte dell’azienda).
Insomma sorgono dubbi su questa holding nata in Cina tre mesi fa, e la riflessione finale è che probabilmente il web è stato il primo “termometro” della situazione, ennesimo esempio di quanto le opinioni (spontanee) degli utenti sul web possano avere valore anche maggiore degli investimenti in comunicazione tradizionale. La prossima volta che pensate di attivare un servizio o acquistare un prodotto pubblicizzato in TV, sui giornali o per strada, verificare se e come se ne parla in Rete può essere un’ottima idea.

930 428 Agostino

New digital banking models

Some of you maybe foresaw it, and we have to say that there was an online clue. Now we can finally tell you openly: we have been working since January with Hello bank! (if you don’t know it, it’s the online bank of BNL Group, BNP Paribas Group).

In detail, we are analyzing, month by month, online conversations about the whole Italian online banking landscape, providing our client with a complete and up to date description of Italian players online perception and of the consumers opinions about their products and services. The outcome is a  useful market picture to get marketing insights starting with data measurement, precious to evaluate current marketing actions, to correct possible critical situations and to suggest possible new activities. All the work is done using our listening platform Thread-Off.

Our Web Analytics Director Davide Magini, comments the collaboration in a press release we sent to describe this activity:

“It is a great pleasure to support the growth of a European enterprise like Hello Bank!. To support their grown path, from the debut on the Italian market, my team and I had to show a great operative dynamism, and a high service customization. Week after week we identified and classified clusters always more focused, analyzed both on the quantitative and the qualitative side, showing what we consider the key factor of our reliability. In other words, we provide the “human” contribution to the analysis, in addition to the software. That’s why we like to present ourselves as “Tailored Sentiment Analysis” suppliers.”

In the same direction we are reinforcing our presence in other mass markets, especially the entertainment one. It’s a industry where we are among the market leaders, and we are successfully experimenting a box office predictions algorithm, with the ambition of trying to reproduce the same service in other sectors.”

We asked Matteo Coppari, Head of Marketing & Sales at Hello bank!, his comment to the job we are doing together. Those are his words, and we are very glad of hearing them:

“Estrogeni’s Brandiment reports for us are the difference between lots of information hard to use and a rational synthesis giving a real absolute value. During these months we worked together, with a progressive refinement of the analysis dimensions and of the possibility of connecting the output with accurate marketing actions. So we achieved a valuable tool for our activities, seen with interest from other departments too.”

Do you want to know more? Give us a call, Tailored Sentiment Analysis doors are open for everybody.

Versione italiana qui

Agostino

Nuovi modelli di digital banking

I più attenti forse avranno già intuito qualcosa, d’altronde almeno un indizio in Rete c’era. Ora possiamo finalmente raccontarvelo anche esplicitamente: da gennaio stiamo lavorando con Hello bank! (per chi non la conoscesse, banca online del gruppo BNL Gruppo BNP Paribas).

Nello specifico stiamo analizzando, mese per mese, le conversazioni online relative all’intero panorama italiano dell’online banking, fornendo al cliente un quadro completo e costantemente aggiornato sulla percezione in Rete dei vari player italiani e dei relativi prodotti e servizi. Il risultato finale è una fotografia del mercato di riferimento che consente di ottenere interessanti insight di marketing derivanti dai dati rilevati, utili a valutare le iniziative di marketing in atto, correggere eventuali criticità e suggerire possibili nuove attività. Il tutto, utilizzando la nostra piattaforma proprietaria Thread-Off.

Il nostro Web Analytics Director Davide Magini, ha commentato così la collaborazione in corso nel comunicato che abbiamo diffuso per raccontare questa attività:

“È una grande soddisfazione affiancare il percorso di crescita di una realtà europea come Hello Bank!. Averne accompagnato il percorso di crescita, fin dall’esordio sul mercato italiano, ha richiesto da parte del mio team grande dinamismo operativo, e un’elevata personalizzazione del servizio. Siamo arrivati a individuare e catalogare cluster sempre più mirati, analizzati sia a livello quantitativo che qualitativo, in virtù di quella che consideriamo la chiave della nostra credibilità. Cioè, il contributo “umano” all’analisi, oltre a quello del software. Per questo ci presentiamo come fornitori di “Tailored Sentiment Analysis.”

È con questo spirito che stiamo consolidando la nostra presenza anche in altri mass market, in particolare nell’entertainment. È un settore dove siamo ormai tra i leader di mercato, e per il quale stiamo sperimentando con buoni riscontri un algoritmo di box office predictions, con l’ambizione di provare a replicare lo stesso tipo di servizio in altri ambiti merceologici.”

Abbiamo chiesto anche a Matteo Coppari, Head of Marketing & Sales di Hello bank!, un suo commento al lavoro che stiamo svolgendo insieme. Ecco le sue parole, delle quali non possiamo che essere felici:

“I report Brandiment di Estrogeni segnano per noi la differenza fra tante informazioni di difficile utilizzo e una sintesi ragionata che dà reale valore aggiunto. Nel corso dei mesi in cui abbiamo lavorato insieme, c’è stato un affinamento progressivo rispetto alle dimensioni di analisi e alla possibilità di correlare l’output con precise azioni di marketing. Siamo così arrivati a uno strumento prezioso per le nostre attività, e a cui fanno riferimento con interesse anche altre funzioni aziendali.”

La cosa vi incuriosisce e volete saperne di più? Chiamateci, le porte della Tailored Sentiment Analysis sono aperte per tutti.

English version here

Agostino

London calling

Quando ieri mattina Davide mi ha girato la risposta del non cliente che ci chiedeva sorpreso come avessimo fatto a centrare anche la previsione d’incasso (che gli avevamo inviato in maniera speculativa) in un week-end complicato e legato a mille variabili come il primo di questo pazzo agosto, tre sono stati i pensieri.  Allegro, nostalgico, desolato.
Il primo, per la proattività di Davide e Martina. Il secondo, per il contributo fondamentale che in questi anni, a impiantare gli strumenti di feed catching alla base dei nostri modelli di analisi e predittività, ci ha dato Antonio. Il terzo, per tutti quegli spazi virtuali di discussione professionale in merito a nuove occasioni di lavoro che una volta erano forum costruttivi e positivi mentre oggi si sono ridotti a sfogatoi di legittime frustrazioni ma spesso inconcludenti rimostranze (per intenderci, quei posti dove abbiamo inserito le caratteristiche che insieme ad Antonio avevamo elencato per individuarne il successore e apriti cielo, un profluvio di … e se conoscevo tutti questi linguaggi, stavo ancora qui a cercare lavoro? … ma come potete pensare che un programmatore serio conosca tutti questi linguaggi? … dovreste pagarmi oro e invece si tratterà della solita misera paghetta da precario… senza ovviamente neanche essersi presi la briga di venire a vedere di che si tratta, semplicemente inviando un CV e magari avere l’occasione per confrontarsi con chi tutte quelle competenze le possiede ed è la dimostrazione che è possibile averle e con un regolare contratto di assunzione ma tant’è, questa è l’Italia con il dito puntato e la testa all’indietro che va di moda e poco possiamo farci).
Non amo le false retoriche e quindi non nego che Antonio abbia deciso di lasciarci dopo più di tre anni perché il nostro sentiero ormai tracciato di consulenza sempre più raramente tattica poco spazio gli garantiva e gli avrebbe garantito per coltivare la sua vera e naturale passione per lo sviluppo. La vera retorica mi porta invece a ricordare le tante cose belle fatte insieme, oltre a Thread-off, a partire da Reportime e dalle riunioni serali a casa della Gabanelli, per continuare con Own Air e le lunghe discussioni sulle potenzialità del download rispetto a quelle dello streaming e arrivare ai giorni nostri con la messa online di due corposi progetti di e-commerce (Romeairportbus e Quareco).
Lui è nel frattempo riuscito a infilarci in mezzo una bella dieta e io no ma questa è un’altra storia, tutta ancora da digerire. Con un tè più che con un caffè.