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pervasive sentiment analysis

800 533 Agostino

50 sfumature di sentiment

Tre anni dopo, mi è capitato di ripensare ai primi incontri in cui raccontavo a potenziali clienti dei servizi di sentiment analysis.

Quando riuscivo ad arrivare alla fine della presentazione (caratteristica tutta italiana, nel bene e nel male), la domanda più tipica era del tipo “So what?”. Ovvero “bello, ma che ci facciamo in concreto?”.

Le possibili applicazioni erano talmente tante, secondo me, che mi trovavo (concedetemi il paragone) un po’ come nella situazione in cui si trovavano i primi commerciali dei PC, che non sapevano bene come convincere i potenziali acquirenti a comprare un oggetto che faceva tante cose diverse, ma nessuna specifica in particolare.

D’altra parte le ricerche di settore lo dicevano, che l’awareness building sarebbe stata l’attività principale su cui lavorare per far crescere il mercato.

Tre anni dopo, noto senza dubbio una maggiore consapevolezza negli interlocutori. Sarà che i Big Data sono molto di moda e sexy, anche non si tratta esattamente della stessa cosa. Sarà che i budget destinati agli investimenti digitali continuano a crescere, tra i pochi. In ogni caso, io stesso ho esempi molto più concreti da fornire, un po’ come il venditore di PC di prima che finalmente poteva mostrare un videogioco (sì, fu quella la leva vincente per l’informatica di massa degli albori). E quindi, in caso di “so what”, snocciolo cosa si può fare con la sentiment analysis:

  • Decisioni informate di marketing – non più, solo, il fiuto del creativo, ma una creatività informata e ispirata da numeri, tendenze, valutazioni sulle scelte dei competitor
  • Sentiment call to action – ovvero azioni di marketing direttamente suggerite dalle conversazioni online, per esempio intercettando gli scontenti di altri brand
  • Servizi di predizione delle vendite – che in particolare abbiamo sviluppato nel settore cinema
  • Utilizzo dei commenti dei clienti per guidare gli sviluppi – ad esempio di app e siti web per le banche digitali
  • Gestione dei social network e scelta dei materiali comunicativi ispirata dal sentiment degli utenti

Fra tre anni, cosa sarà cambiato ancora? Mi aspetto un’integrazione sempre più spinta tra servizi, con la sentiment analysis che influenza le scelte di acquisto B2B e di pianificazione media e social, con l’integrazione con i dati dei CRM aziendali, con creatività sempre più guidate dal sentiment, con servizi predittivi sempre più accurati e ad ampio raggio di applicazione. Mi aspetto sostanzialmente una pervasività della sentiment analysis, ovvero ogni impresa di una certa dimensione non ne potrà fare a meno, seppure in forme, profondità, tempi e modi diversi.

Mi aspetto insomma 50 sfumature di sentiment, perlomeno.

Agostino

50 shades of sentiment

After three years, I happened to think back to the first meetings in which I told about sentiment analysis to potential customers.

When I was able to get to the end of the presentation (interrupting and commenting is a typical Italian feature, for better or for worse), the question more typical was: “So what?”

Possible applications were so many, in my opinion, that I was feeling (pardon  the comparison) a little like the first salesmen of PC: they did not know well how to convince potential buyers to buy an item that was useful to do many different things, but not anything in particular.

Just like market researches was telling: the awareness-building would be the main activity to work on to make the market grow.

Three years later, I see certainly more awareness in stakeholders. Maybe because big data are very fashionable and “sexy”, even though this is not exactly the same thing. Maybe because budget allocated to digital investments continues to grow, one of the few. In any case, I myself have much more concrete examples to give, again a little ‘as the seller of PCs that finally was able to show a video game (yes, that was the winning lever for mass market computing). And then, in the case of “so what”, I started my list of what you can do with sentiment analysis:

  • Informed decisions marketing – no more, only, the eye for creative, but a creativity informed and inspired by numbers, trends, feedback on the choices of competitors
  • Sentiment call to action – that is to say marketing actions directly suggested by the online conversations (for example, by intercepting the malcontents of other brands)
  • Services prediction of sales – in particular we have worked on movie’s box office predictions
  • Use of customer comments for guiding developments – for example apps and websites for banks digital
  • Management of social networks, and choices on communicative materials, inspired by the sentiment of users

Three years from now, what will be changed again? I expect an ever deeper integration between services, with sentiment analysis to influence the B2B purchasing decisions, and determining web and social media planning. I expect integrations with enterprise CRM data, creativity increasingly driven by sentiment, predictive services more and more accurate and widespread.

Basically, I expect a pervasive sentiment analysis, namely that any company of a certain size will not be able to do without it, albeit in forms, depth, time and different ways.

I expect, in short, 50 shades of sentiment, at least.