Oltre la finzione, Avatar

Oltre la finzione, Avatar

150 150 Agostino

Permettete? Un pensiero sacrilego.
Il mercoledì non c’è nulla da fare, si va al cinema. Franco, Ignazio e Teresa hanno condiviso con me lo strazio di vedere un film al Lux. Dopo l’ora e mezza passata in sala mi sono chiesto: ma era davvero così bello questo film da venire a vederlo in questo multi(?)sala (ovviamente, la domanda l’avevo tenuta per me visto che avevo organizzato io la serata).
Durante le chiacchiere pre-proiezione esprimevo a Franco il desiderio di vedere un particolare backstage al più presto possibile. Detto fatto. Arriviamo stamattina in ufficio e Franco mi passa questo video. Non è nient’altro che il backstage del film del momento, dell’anno, del decennio, Avatar di James Cameron.
Visto tutto. Subito.
Premetto che non voglio parlare del film. Che c’è più da dire? In rete si sprecano recensioni, clip, commenti, addirittura videotutorial su come trasformarsi in un Na’Vi (con photoshop, ovviamente).
Ma non sono rimasto impressionato. Almeno non nel modo in cui mi aspettavo. Non mi hanno colpito le straordinarie tecnologie impiegate o il set che sembra il ponte di comando della Enterprise.
Sono le superbe maestranze che hanno lavorato a mettere in piedi quest’opera. Umani. Geni. Artisti. Attori.
Gli attori sono una categoria che solitamente non apprezzo particolarmente, ma stavolta…
Mi sono fermato a pensare a quanto deve essere difficile recitare in quelle condizioni. Con cavi che ti avvolgono tutto il corpo, tute strapiene di sensori di movimento con il rischio che se fai un peto saltano almeno 8 pc, in un ambiente che è talmente asettico da poter solo immaginare. Ed è lì che sono rimasto colpito.
La nuova generazione di attori deve cimentarsi con un tipo di finzione che si può considerare ancora più finta del normale. Talmente finta da essere irreale, surreale, in pratica inesistente. Fino al ventennio scorso si recitava in un teatro di posa, dove l’ambiente di riferimento era ricreato in scenografie che sembravano totalmente reali, perché erano reali! Se c’era da girare una scena in elicottero, c’era poco da fare, bisognava trovare essere in un elicottero per davvero.
Nel video di sotto invece, per realizzare una scena in cui dei Na’vi compiono una perlustrazione aerea si vedono gli attori mentre sono all’interno di una gabbia. Una gabbia! E lì dove ci sono pavimento e mura di un hangar comparirà una foresta rigogliosa, i cui inebrianti colori nel backstage si vedono solo negli occhi degli attori.
Dico allora, bravi!
Questa nuova generazione alza il lavoro dell’attore ad un livello di difficoltà molto più alto. Dove il film prima di essere realizzato fisicamente, è già riprodotto completamente nelle loro menti.

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