Own Air

686 960 Alfredo

Diritti ai Dati – Marketing territoriale strategico

Premessa

Il tema della misurazione dell’impatto di eventi culturali è, da sempre, uno dei principali topic nell’ambito del marketing territoriale.
La domanda verte, non tanto e non solo sulla quantità (ricaduta in termini di fatturato per imprese ed esercizi commerciali locali), quanto sulla qualità (partecipazione, contaminazione, percezione, discussione). Pertanto, risulta fondamentale delimitare due perimetri di osservazione e analisi: fisico e virtuale.
Ci concentriamo, in questo caso, sulla terza edizione del festival Diritti a Orvieto, svolto dal 1 al 4 novembre 2018 nella città umbra.
Abbiamo, da un lato, somministrato un questionario a un campione ristretto di circa 350 spettatori cinematografici (il festival, avendo come focus i diritti umani veicolati principalmente attraverso documentari e cortometraggi); dall’altro, abbiamo monitorato e valutato le visite al sito istituzionale nonché i trend di ricerca su Google.
L’obiettivo finale è individuare un valore di apporto del festival, in termini di posizionamento, al brand Orvieto.

 

Partecipazione

La maggior parte del campione (oltre il 91%) ha partecipato per la prima volta.
Tuttavia, è interessante notare come quasi il 10% segua fisicamente il Festival anche dopo il cambio di città ospitante, che nelle scorse edizioni si era tenuto a Todi. Una percentuale non trascurabile di utenti può essere quindi ragionevolmente ritenuta già fidelizzata, alla terza edizione del Festival.

 

Conoscenza del Festival

Il Passaparola è chiaramente la prima fonte di conoscenza del Festival (quasi il 50%). Ma hanno avuto ottime performance, in termini di visibilità, anche i social e il sito, che sono stati i principali asset su cui hanno investito gli organizzatori proprio per l’efficienza in termini di costo / contatto. Tra l’altro non possiamo escludere, ed è anzi probabile, che a partire da queste fonti si sia amplificato l’effetto del passaparola.
A livello locale, un buon contributo è stato dato dalle affissioni del manifesto, da librerie e scuola; mentre meno rilevante è stato il contributo di giornali e televisioni, che potrebbero dare un contributo importante all’ulteriore crescita del Festival.

 

Provenienza (grafico fino a minimo 5 risposte)

Il Festival ha esercitato una attrazione forte su Roma e sul centro Italia.
Al di là di Orvieto, e dell’Estero (ipotizzando che gli stranieri fossero già in viaggio in Italia), si nota come il Festival abbia capacità attrattive molto più dal resto del centro Italia che non dalla sola Umbria.
Inoltre, oltre il 20% dei partecipanti (sempre al netto di Orvieto e dell’Estero) provengono dal nord o sud d’Italia, quindi da distanze considerevoli.

 

Età

Il pubblico del Festival è chiaramente adulto e molto spesso over 50.
Se, da un lato, uno degli obiettivi delle prossime edizioni sarà quello di coinvolgere maggiormente i giovani su temi comunque non facili, dall’altro, in termini di marketing territoriale, va notato come le fasce d’età coinvolte siano quelle a maggiore capacità di spesa.
Questo dato, inoltre, conferma la necessità di organizzare il Festival in giornate di apertura delle scuole (cosa che non è capitata quest’anno, essendo coincise le date con feste da tempo inserite nel calendario scolastico regionale).

 

Sito Web

Sul versante dell’interesse online, l’indicatore utenti unici conferma, su base temporale 12 ottobre – 5 novembre 2018, ciò che già emergeva dai questionari, cioè l’attrazione del Festival per il Lazio (regione d’elezione), con un’interessante evidenza della Lombardia e, in generale, di tutto il centro Italia.
L’indicatore utenti, nel medesimo arco di tempo, dimostra invece come il Festival abbia coinvolto in misura discreta (10%) visitatori provenienti dall’estero.
Emergono, infine, due valori che confermano l’ottimo lavoro di divulgazione svolto e l’organicità/spontaneità dell’interesse: durata media visita, che ha sfiorato i 4 minuti; traffico organico e diretto, che ha rappresentato quasi il 60% delle fonti di accesso al sito.

 

Penetrazione digitale

Le evidenze che emergono da una prima analisi di Search Engine Results Page palesano l’ottimo posizionamento organico del sito dirittiaorvieto.it, in merito alle keyword o locuzioni estremamente pertinenti. In particolare, da segnalare la prima posizione su Google per la locuzione Human Rights International Film Festival, su un totale di quasi 95 milioni di risultati nel mondo.

dati aggiornati al 5 novembre 2018

 

Al di là dei tecnicismi, dalla lettura dei dati di traffico organico possiamo, facilmente, prevedere una coda lunga che avrà un impatto nei prossimi sei mesi, in termini di engagement strettamente legato al festival e, indirettamente, a Orvieto.
A questo proposito, in ottica di posizionamento della città, è altamente soddisfacente notare come in Serp, da ottobre 2018 a oggi, sia possibile verificare la presenza di 99 nuove Snippet legate alla chiave Orvieto, tutte strettamente collegate al festival Diritti a Orvieto. Il dato incide, dunque, per circa il 3% sulle pagine complessive dell’ultimo anno (sempre legate alla chiave Orvieto).
Clusterizzando ulteriormente (associazione diretta Festival dei diritti + Orvieto), la link popularity presenta un aumento diretto ai vari siti locali di circa 542 nuovi link nelle ultime tre settimane. Il dato incide, dunque, per circa il 5% sui dati di referral generici relativi alla locuzione Orvieto dell’ultimo anno.

 

Conclusioni

  • Il modello proposto integra rilevazioni offline (questionario) con rilevazioni online (web analytics), consentendo una analitica misurazione della capacità attrattiva di un evento culturale. Tale capacità di monitoraggio può risultare ulteriormente raffinata effettuando analisi comparative per eventi simili per dimensioni organizzative
  • Nello specifico di Diritti A Orvieto, la capacità attrattiva si ritiene elevata valutando le percentuali di spettatori da luoghi fisicamente distanti dall’evento, stante anche la scarsa visibilità su giornali e televisione, e l’efficacia di passaparola e comunicazione digital
  • Incoraggiante risulta la correlazione tra creazione di Snippet inerenti a Diritti a Orvieto e link popularity per il brand Orvieto
  • L’interesse rilevato si presta, come indicato, allo sviluppo di iniziative collegate al Festival e sviluppate lungo tutto il corso dell’anno (proiezioni on demand, microeventi durante l’anno), in particolare sfruttando gli asset digitali (contenuti su blog e social)
  • Una stretta collaborazione tra realtà organizzativa del Festival e associazione degli esercenti commerciali, potrebbe garantire in futuro una misurazione analitica dell’impatto dell’evento anche sull’indotto economico/finanziario

Autori: Alfredo Borrelli, Davide Magini, Virgilio Panarese

674 348 Vincenzo

Una giornata con Nouri Bouzid

L’arrivo è previsto alle 13.30 a Roma Fiumicino. Vieni con noi, Vincenzo?

A chiedermelo sono Alfredo e il regista Stefano Grossi, l’occasione è l’arrivo a Roma del maestro tunisino Nouri Bouzid, un uomo capace di raccontare il suo Paese come nessun altro è riuscito a fare, portando sul grande schermo temi complessi come lo stupro e la violenza sulle donne, l’omosessualità e il desiderio di emancipazione, la protesta politica e l’integralismo religioso. Superando la censura, le minacce, la detenzione e l’aggressione.

Parlo un po’ di francese – qualche ricordo dal periodo di Ginevra – quel tanto che basta a dare al regista tunisino le informazioni essenziali sulla presentazione del film a lui dedicato “Nemico dell’Islam?” scritto e diretto da Stefano Grossi, organizzata in serata alla Casa del Cinema.

Nouri ci viene incontro in aeroporto scusandosi del ritardo, del resto, ci tiene a sottolineare, i controlli sui passeggeri tunisini sono più serrati e gli ostacoli da superare maggiori. Dalla lettera di invito ufficiale esibita agli agenti in aeroporto alla disciplina sul prelievo bancario, sono tanti gli elementi che ci danno un quadro dei controlli e delle privazioni della libertà personale che un cittadino tunisino subisce arrivando in Europa.

Nemico_Islam

Con lui parliamo a lungo della situazione politica in Tunisia e nell’intero Nord Africa, della primavera araba che ha scosso il suo Paese, dell’incapacità “genetica” dei Paesi islamici di intraprendere un percorso di progressiva laicizzazione. Ma i temi politici e sociali lasciano spesso spazio alle storie personali, al racconto dei soprusi subiti, delle difficoltà affrontate, dell’esperienza dura eppure importante del carcere.

Nouri_Bouzid

“In cella vedevamo Rai 1, ci dice, la vostra lingua la capisco bene e so tanto del calcio italiano”. Ci elenca una serie di nomi e di eventi calcistici di rilievo, come quella volta in cui Baggio sbaglia il rigore ai mondiali del ‘94. Qui lo seguo meno, di calcio me ne intendo poco (e niente), ma mi diverte l’entusiasmo quasi infantile con cui racconta, descrive, interpreta.

Ma a colpirmi di più sono i momenti in cui Nouri ci parla delle sue due figlie. La maggiore, Leyla, domani sarà a Roma per presentare il suo nuovo film e per l’occasione potranno incontrarsi di nuovo dopo tanto.

“Non intervengo mai nella sua attività di regista, non ho mai voluto che venisse presentata come mia figlia. Per questo non vado mai alle presentazioni dei suoi film se non è lei a invitarmi. Sono fiero di lei e quando posso glielo dico.”

E mentre ci parla di Leyla il volto gli si riempie di orgoglio. Come solo a un padre può accadere.

Agostino

OwnNews intervista Roberto Cicutto

Oggi è stata pubblicata su OwnNews un’intervista a Roberto Cicutto, Amministratore Delegato dell’Istituto Luce – Cinecittà. Visto che si parla anche di cinema digitale e video on demand abbiamo estratto un paio di domande dall’intervista competa, che potete trovare su OwnNews.

Nel concorso La storia secondo me passato e presente si fondono in una prospettiva nuova. Dal cinegiornale Luce al video on demand, quali orizzonti si aprono per il cinema del terzo millennio?
La possibilità di conservare, restaurare e digitalizzare anche film nati su supporti antichi (e spesso infiammabili), apre oggi frontiere inesplorate. Il materiale audiovisivo della memoria non deve essere considerato come reperto da museo, ma linfa per nuove esplorazioni artistiche e di approfondimento. Tutte le forme di circolazione di questo materiale, ricomposto in prodotti autonomi come sono i documentari da noi prodotti o coprodotti, vanno utilizzate. Dalla sala di una cineteca alle nuove piattaforme digitale. Una fusione fra vecchio e nuovo che produrrà molto di più di quanto oggi possiamo aspettarci.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Cubovision. Quale contributo può offrire un soggetto privato nella promozione e diffusione del cinema d’autore italiano?
Offrire attraverso i mezzi più moderni la diffusione del cinema d’autore classico e contemporaneo, significa aumentarne la visibilità ma anche proporlo a generazioni che hanno fatto di queste tecnologie il loro pane quotidiano. Sarà più facile che un quindicenne scopra Fellini o Rossellini su una piattaforma come Cubovision che non frequentando una saletta di cineteca. Uno straordinario strumento di educazione.

Il resto dell’intervista è disponibile cliccando qui.

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Questione di punti di vista

Croce e delizia di distributori e registi. Da esso dipendono fama e successo degli attori: immaginate che ne sarebbe stato di Kristen Stewart, di Robert Pattinson, di Emma Watson, di Daniel Radcliffe senza le produzioni “sbancabotteghino” del maghetto Harry Potter e dei vampiri di Twilight. Il box office può rappresentare una scala per il paradiso delle celebrità che bypassa  il purgatorio di anni di gavetta in pellicole meno note. Riconosciuto canone di successo, fonte di ansia, gioia, esaltazioni e delusioni. Meta teleologica delle produzioni, il box office sta al cinema come lo share alla Tv. I greci avevano il canone di Fidia, Hollywood i dati di botteghino.
Ma ciò che può sembrare granitico e inattaccabile, ad occhio critico, presenta crepe e bastioni assediabili. Il box office è una convenzione e come tale non è assoluta e tanto meno perfetta. È solo un modo condiviso di guardare al mondo delle produzioni cinematografiche.
La classifica degli incassi al botteghino, basata esclusivamente sui dati di incasso dei weekend non tiene conto né del numero di sale in cui una pellicola viene distribuita, né delle settimane di permanenza nel circuito delle sale cinematografiche.
Sono variabili senz’altro importanti, ma nelle posizioni della tradizionale classifica del lunedì non c’è traccia di questi elementi. Quello che viene misurata è “la potenza di fuoco” di una produzione ed è inevitabile che le grandi mayor hanno più pallottole da sparare rispetto alle distribuzioni indipendenti.
Insomma, il box office semplifica molto una realtà, quella promozionale e distributiva,  di cui si dovrebbe invece tenere conto.
La soluzione più sensata? Creare un indice ponderato in grado di tenere conto non solo degli incassi nel weekend, ma anche della media sala e delle settimane di presenza al botteghino.
Ed è proprio quello che abbiamo fatto per Own News: l’abbiamo chiamato, Own Index e ogni lunedì (in concomitanza del box office tradizionale delle altre testate) darà vita ad una classifica sintetica ed esplicativa non solo della “potenza di fuoco” ma anche dell’ ”endurance” di un prodotto cinematografico.
Siamo sicuri che guardando la classifica sotto questo punto di vista, l’Own Index potrà presentare senz’altro delle sorprese. Un esempio? Nella classifica dello scorso weekend, Ficarra e Picone ottengono il primo post della classifica riuscendo a trionfare sui vampiri di Twilight; mentre Miracolo a le Havre, che nel box office tradizionale del 25 novembre è in decima posizione, nella classifica  di Own News si posiziona quarto a 1,2 punti di differenza da Anche se è amore non si vede.
Insomma, di settimana in settimana l’Own Index ci presenterà uno sguardo differente sul botteghino italiano. Non resta che domandarsi chi sarà il vincitore di questo weekend che sta per cominciare. Appuntamento a lunedì prossimo per il responso.