Marketing non convenzionale

1024 819 Alfredo e Virgilio

Se il cinema è indipendente, il marketing è intelligente

Oggi, sono stati pubblicati i risultati di un bando del Mibac (Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale per il Cinema) gli esiti del bando per la concessione di contributi selettivi destinati a progetti di distribuzione nazionale di opere cinematografiche.
Come molti di voi sanno, per anni, abbiamo lavorato con le principali realtà del settore (Bim, Lucky Red, Officine UBU, 20th Century Fox, Warner Bros., Walt Disney Company, Universal Pictures, per ricordarne alcuni), cercando sempre di offrire spunti di creatività e innovazione, nell’ambito digitale, alle strategie di comunicazione digitale.

A un certo punto, il feeling si è interrotto, un po’ per stanchezza reciproca e molto per il peso che hanno acquisito nel tempo opzioni massive rispetto a scelte mirate ma la passione per il cinema, in noi, non è mai venuta meno. È andata di pari passo con l’inclinazione professionale verso il marketing intelligence.

Non avendo interlocutori di peso nel mercato, abbiamo applicato il nostro modello quali/quantitativo a Own Air, la produzione/distribuzione di famiglia e a un progetto audiovisivo a cui abbiamo dedicato tante energie.

Ecco, oggi, siamo felici di dirvi che il Mibac ha premiato il nostro approccio e, contemporaneamente, siamo contenti di condividere la proposta progettuale, nella speranza che sia di stimolo per tutti. Grandi e piccoli, multinazionali e indipendenti. Perché i film sono prodotti, i prodotti hanno un’anima, le anime sono il respiro di un profilo. Unico, particolare, solo.

STRATEGIA PROMOZIONALE DI LANCIO – GENNAIO/GIUGNO 2018

Roma Golpe Capitale è un film non solo indipendente dal punto di vista produttivo, come ormai tanti sul mercato (e come ormai tanti sul mercato, sostenuto da una piccola campagna di crowdfunding in fase di start up) ma indipendente anche in fase distributiva.


Figura 1. Meme per campagna di crowdfunding

Indipendente e totalmente innovativo, per il panorama cinematografico italiano. Indipendente, perché non è stato affidato a un operatore della tradizionale catena distributiva.

Innovativo, perché – essendosene della distribuzione strategicamente e tatticamente fatto carico lo stesso produttore – ha rappresentato (forse) il primo caso di film prodotto, distribuito e comunicato da uno stesso soggetto (Own Air).

La prima uscita in sala è stata effettuata il 1 febbraio 2018.

In un’ottica di ottimizzazione e valorizzazione delle risorse, come si conviene al cinema indipendente e, più in generale, a operazioni di mercato competitivo, abbiamo strutturato un piano di promozione basato su un’attività mirata di comunicazione, focalizzata sull’awareness del titolo (inteso come brand).

Figura 2. Logotitolo del film

Tecnicamente, all’interno di un più generale approccio tecnico improntato ai dettami del marketing intelligence – pur non rinunciando a un tradizionale apporto di ufficio stampa – , abbiamo applicato i principi fondamentali del SEO Performance, mutuandoli dai classici mass market, quali banking, tlc, food.

Attraverso la creazione di un sito dedicato www.ownair.it/romagolpecapitale, non a caso allocato sulla piattaforma madre di Own Air e di una pagina Facebook ROMA GOLPE CAPITALE, Roma Golpe Capitale è divenuta una locuzione ricercata organicamente (non indotta, cioè, da investimenti pubblicitari ma condotta dalla domanda di conoscenza e dalla curiosità provocata e, quindi, da un efficace passaparola) sul principale

motore di ricerca (Google), all’interno del target potenziale più interessante (adulti, elettori, testimoni diretti e partecipi delle vicende affrontate nel film).


Figura 3. Numero di persone che parlano della pagina Roma Golpe Capitale suddivise per età e genere (fonte Facebook)

Osservando il periodo di attività dal 1 gennaio al 30 giugno 2018, intervallo nel quale si è svolta l’attività distributiva, la ricerca organica su Google della query “Roma Golpe Capitale” ha generato 6.600 impression, stimolando 1.063 clic, ottenendo quindi un CTR del 16,11%.


Figura 4. Dati di ricerca organica per Roma Golpe Capitale (fonte Google Search Console integrato a Google Analytics)

Osservando lo stesso periodo di attività sulla pagina Facebook del film, riscontriamo una copertura organica generata dai 141 post pubblicati (di cui solo 3 sponsorizzati), pari a 369.278 utenti, i quali hanno generato 43.500 interazioni (tra reazioni, commenti, condivisioni, recensioni; a proposito di queste ultime, è da evidenziare come siano state rilasciate dagli stessi utenti 94 recensioni, tutte a 5 stelle), per un tasso di engagement pari all’11.78% (per pesarne la portata, basti considerare che Ammorre e Malavita, miglior film al David di Donatello 2018, film di ben altro spessore produttivo, totalmente generalista e con investimenti, social e non, presumibilmente massicci, ha generato un tasso di engagement pari al 9,2% – cfr AMMORE E RENDIMENTO.

Figura 5. Recensioni degli utenti (fonte Facebook)

Nello specifico della comunicazione a sostegno delle proiezioni, abbiamo realmente vissuto ognuna di esse come un evento, creando momenti ad hoc, legati da una coerente impostazione grafica.

Questo ha offerto la possibilità, sia a noi che ai nostri fan, di catalizzare, intorno a ogni singolo luogo, il pubblico interessato.

Figura 6

Figure 7 e 8


Figure 6-7-8-9. Meme per promozione delle singole proiezioni

Corollario della modalità di promozione individuata e perseguita, sono state le 42 proiezioni effettuate in molte città d’Italia (Roma, Napoli, Palermo, Milano, Torino, Cesena, Forlì, Teramo, Perugia…), per un incasso totale di 15.156€.

Per una migliore comprensione della portata del fenomeno Roma Golpe Capitale e la relativa efficacia della promozione posta in essere nel panorama distributivo italiano, area documentari, abbiamo analizzato l’andamento omologo (cioè, sui medesimi ambiti di comunicazione) di due opere vincitrici, rispettivamente, del David di Donatello 2018 e del Nastro d’Argento 2018: La lucida follia di Marco Ferreri e Diva!.

Il seguente grafico compara la ricaduta dell’impatto della comunicazionesui social tra Roma Golpe Capitale e Diva!, nel periodo 1 aprile 2018 – 30 giugno 2018 (Diva! è uscito in sala il 7 giugno, distribuito da Officine Ubu, per un incasso totale di 7.641€).

Sull’ascissa, il numero totale di interazioni; sull’ordinata, il tasso di engagement; la dimensione della bolla segnala il numero dei fan.

Figura 10. Tasso di engagement comparato tra Diva! e Roma Golpe Capitale (fonte Fanpage Karma, elaborazione su dati Facebook)

Il seguente grafico, invece, compara i trend di ricerca su Google dei titoli La lucida follia di Marco Ferreri, Roma Golpe Capitale e Diva!, nel periodo 1 gennaio 2017 – 30 giugno 2018. (La lucida follia di Marco Ferreri è uscito in sala il 27 novembre 2017, distribuito da Istituto Luce Cinecittà, per un incasso totale di 3.941€).

Figura 11. Trend di ricerca per query La lucida follia di Marco Ferreri, Roma Golpe Capitale e Diva! (fonte Google Trends)

È interessante e utile notare come Diva! generi un basso tasso di ricerca organica, la qual cosa dimostra quanto sia importante, già in fase di scelta del titolo di un film, individuare locuzioni sì pertinenti ma anche altamente posizionanti, per genere e tema, così da creare, sin da subito, un sostrato di conoscenza e riconoscibilità.

In conclusione, abbiamo costruito un grafico che sintetizza e illustra bene le potenzialità di questo nuovo modello di promozione, incentrato sull’auto-distribuzione spinta e trasversale, in virtù del quale, in un unico soggetto, si ritrovano le figure solitamente diversificate di produttore, distributore e comunicatore.

Un modello che potremmo definire cinema end-to-end e che, nel medio periodo, potrebbe rappresentare un’alternativa e, al contempo, una soluzione per tutte le produzioni indipendenti e di qualità, altrimenti destinate a non approdare mai in sala (soprattutto, quando sostenute da contributi selettivi, sarebbe una sconfitta per l’intera industria culturale italiana).

Nel dettaglio del grafico, partendo da dati ufficiali Cinetel (incasso totale, numero di presenze, giorni di programmazione, città di uscita), abbiamo riportato, sull’ascissa, l’incasso medio per giorno di programmazione e, sull’ordinata, l’incasso medio per città.

In entrambi i casi, premiante, in termini di ritorni economici e quindi di interesse e partecipazione del pubblico, è stata la strategia posta in atto per Roma Golpe Capitale, rispetto sia a Diva! che a La lucida follia di Marco Ferreri.

Figura 12. Ritorni della promozione per La lucida follia di Marco Ferreri, Roma Golpe Capitale e Diva! (fonte Cinetel, elaborazione Own Air)

Agostino

Wide Experience Brand

La letteratura e la dialettica intorno al web si sono concentrate per anni, dapprima, sull’importanza del contenitore (piattaforma, struttura, design), quindi sulla centralità del contenuto, spesso trascurando quanto la relazione tra l’uno e altro incida sulla fruizione da parte degli utenti. Quella che, tecnicamente, siamo soliti definire user experience.

C’è un terzo pilastro che, secondo noi, assume centralità nelle strategie di marketing, intese in senso lato (prodotto, vendita, customer service, studio dei competitor, innovazione) ed è il feedback naturale, non indotto, che l’utente/cliente rilascia sotto forma di post, commento, interazione espressa in qualsiasi forma scritta e in qualsiasi luogo della rete.

Da questo assunto, sperimentato attraverso una piattaforma proprietaria in anni di consulenza per aziende di settori di largo consumo quali banche o cinema o tv o alimentari, Estrogeni ha creato un ciclo integrato di raccolta, lettura, interpretazione, classificazione di dati e rilascio di output tesi a fornire linee guida strategiche e indirizzi tattici nel campo dell’investimento media, denominato Atomi (Analytics Tools Of Marketing Intelligence). La scelta del naming non è dunque casuale, in quanto il tipo di approccio e modelli usati sono già in voga nel campo delle nanotecnologie per la manipolazione della materia a livello atomico e molecolare.
Tali modelli, top-down e bottom-up, sono strategie sinergiche e complementari di elaborazione dell’informazione e gestione delle conoscenze, a cui si fa ricorso per analizzare situazioni problematiche e strutture complesse e costruire ipotesi adeguate alla loro soluzione.

Atomi si basa sullo sviluppo di una matrice composta da tre direttrici superiori e orizzontali, a loro volta verticalizzate su attività specifiche.

I macrosettori presi in considerazione sono:

  • SEO
  • Analytics
  • Sentiment Analysis.

Nel primo e terzo caso (SEO e Sentiment Analysis), ci serviamo di software dialoganti fra loro attraverso un bridge proprietario, già ampiamente testato per affidabilità del processo e qualità del contenuto, per ogni tipo di mercato, nazionale e internazionale.
In questa fase, la tipologia di approccio è espressa da un modello top-down, dove si formula inizialmente una visione generale del sistema ovvero se ne descrive la finalità principale senza scendere nel dettaglio delle sue parti, in prima istanza. Successivamente, ogni parte del sistema è rifinita tramite decomposizione, specializzazione e specificazione o identificazione, garantendo maggiori dettagli della progettazione per il modello finale. La nuova parte così ottenuta può quindi essere di nuovo rifinita, specificando ulteriori dati, finché la specifica completa è sufficientemente dettagliata da validare il modello.
Nel caso di Analytics, facciamo affidamento principalmente sulle risultanze espresse da Google, non tralasciando alternative più di nicchia ma altamente personalizzabili nella gestione dell’output analizzabile o qualsiasi altra fonte utile di cui il cliente disponesse.
In contrasto con il modello top-down caratterizzante le prime due aree di osservazione, c’è la progettazione bottom-up usata per la Sentiment Analisys. Esso induce a costruire un percorso sequenziale organizzato in passaggi successivi, in cui l’ancoraggio tra traguardi intermedi e obiettivo finale è ricercato in modo euristico: parti individuali del sistema sono specificate in dettaglio e poi connesse tra loro in modo da formare componenti più grandi, a loro volta interconnesse fino a realizzare un sistema completo. Le strategie elaborate sul flusso informativo bottom-up appaiono potenzialmente necessarie e sufficienti, poiché basate sulla conoscenza di tutte le variabili in grado di condizionare gli elementi del sistema.
Essendo pertanto le tre aree interconnesse attraverso una relazione fondata sull’oggetto e sul tema dell’osservazione, è possibile costituire dei coefficienti che pesano l’influenza che ognuna delle tre aree ha sui fenomeni e temi registrati.
In questo modo, offriamo al cliente la possibilità, per la prima volta, di settare, integrare, calibrare la propria strategia di indirizzo verso gli obiettivi aziendali.
Ecco perché consideriamo Atomi l’evoluzione del marketing intelligence. Una nuova idea di web, wide experience brand.

 

 

900 600 Agostino

Eccoci, Alfa Romeo

Una mattina ti svegli, leggi la posta e ti senti chiamata in causa.
E alcune mattine la risposta nasce spontanea: eccomi.

Gentile Dottor Spagnulo,
eccoci, siamo qui.
Siamo una di quelle agenzie che sanno fare meno cose ma bene,
una di quelle agenzie che lei non chiamerà mai perché non siamo tra i soliti noti,
una di quelle agenzie che lei non sceglierà perché siamo quelli che ci mettono la faccia, ma non la giacca.
Eccoci, siamo una di quelle agenzie che lei non sceglierà mai perché “non avete mai lavorato nell’automotive”.
Eccoci, dottor Spagnulo, se la sua non è solo una provocazione ma una vera rivoluzione, ci chiami.
Eccoci, siamo noi, siamo gli Estrogeni.
Eccoci, dottor Spagnulo, se lei ci contattasse, io potrei anche prendere in considerazione l’idea di comprare un’Alfa Romeo.

150 150 Agostino

Guestbook. Intervista a Daniele Montemale

Il nostro ospite di oggi potrebbe essere tranquillamente definito un “nomade del non convenzionale”. Stiamo parlando di Daniele Montemale, aka Viralavatar, romano di nascita ma giramondo per vocazione. Daniele è un non conventional strategic planner free lance specializzato in marketing virale, buzz marketing, word of mouth, guerrilla marketing e social media marketing. Come free lance, Daniele ha la possibilità di lavorare ovunque si trovi, potendo così spostarsi in continuazione fra l’Italia e il resto d’Europa e del mondo.  Il non convenzionale è inoltre anche il tema del blog di Daniele, viralavatar.com.

Ciao Daniele, benvenuto e grazie di aver accettato il nostro invito! In un tuo post del settembre scorso ti chiedevi se il viral marketing fosse morto. Che risposta ti sei dato?

Un saluto a voi. Come ben sapete la rete corre e si evolve rapidamente. Quello che vale ora può non valere fra sei mesi. Quello che posso dire con certezza è che la rete è ormai matura e le figure professionali che sono nate dalla sua nascita, si stanno definendo e molte di queste convergono in un’unica. Ciò è dato evidentemente anche dalle piattaforme che crescono e diventano Hub essenziali non solo della rete ma nella vita delle persone. Facebook, Twitter, giornali on line ne sono un esempio. Il VM (Viral Marketing) non è morto ma si evolve in una forma sempre più social.
Nella mia esperienza di seeder ormai quinquennale (secoli per il VM), mi sono reso conto che la Long Tail (che altro non è che una forma virale della comunicazione) può esistere ed essere a suo modo importante ma che “i pochi ma buoni” (grandi siti e blog) hanno sempre la meglio. Questo significa che nella overinformation nella quale viviamo, per raggiungere un grande numero di utenti e quindi il target desiderato, è necessario essere presenti su siti, blog e ormai anche nelle Fan Page (FP) grandi ed importanti. Ciò richiede una strategia e un budget che purtroppo in Italia non sempre viene investito.
E poi manca la creatività… che è quello che ammazza davvero il VM

Facciamo il punto sul non convenzionale in Italia: ultimamente hai visto qualcosa di interessante? Com’è messo il nostro paese?

Il non convenzionale in Italia non è messo di certo bene. Certo, internet non ha confini e anche da noi gli utenti vengono a conoscenza delle campagne più interessanti a livello mondiale. Ma quello che nasce dal nostro paese si viralizza davvero poco a livello mondiale. Il non convenzionale che trovo più interessante sono video UGC (user generated content) che riguardano la politica. I primi due che mi vengono in mente sono il remake di Grease su Berlusconi “Arcore’s nights” e il video collage della pseudo chiamata tra Berlusconi ed il Papa durante l’Angelus. Lavori buoni e realmente “artigianali”. Questa creatività le aziende non la hanno (a parte casi rari come casa.it e i viralini su Youtube Gli Sgami della Nonna) perchè temono di sbagliare o di offendere e rimangono sulla linea del politically correct anche se magari hanno un bad mouth online e offline.

Da giramondo quale sei hai avuto la possibilità di vivere spesso all’estero e di confrontarti con realtà diverse da quella italiana. Rispetto alla situazione che ci hai appena descritto, com’è quella straniera? Parlando di marketing non convenzionale ci sono paesi che ti hanno stupito, sia positivamente che negativamente?

Pur lavorando sempre per l’Italia, negli ultimi 5 anni ho vissuto dalla Danimarca alla Spagna, dagli Stati Uniti alla Colombia fino al Brasile. Tralasciando gli USA che meriterebbero una più ampia discussione, il Brasile è di certo il paese che mi ha stupito maggiormente. Cito due esempi. Sao Paulo (SP), una vera e propria concrete jungle, non ha più pubblicità cartellonistica in tutta la città (16 mln di abitanti) da più di quattro anni. L’unica pubblicità ammessa è quella non convenzionale. Autobus, metro, Università sono prese d’assalto nei modi più creativi, perché è l’unico modo con cui le agenzie possono legalmente comunicare.
Il secondo esempio riguarda sempre SP dove una volta l’anno avviene il meeting di comunicazione più grande al mondo. Il Campus Party. Tre capannoni enormi. Il primo gratuito con gli stand degli sponsor che mettono in scena le migliori tecnologie e creatività che possono permettersi. Il secondo a pagamento è il cuore vero e proprio. Per una settimana 50000 paganti ascoltano in 12 aeree suddivise per tematiche (Rete, Eco, Musica, Game, Social per citarne alcune) speech di esperti mondiali 24 ore su 24. La media dell’età è di 21 anni. Io mi sono visto il NERD più ricco del mondo… sapete che c’è nel terzo capannone? Le tende che gli organizzatori danno ai primi 15mila paganti. Già 15000 persone dormono in tenda per 7 giorni. Una cosa da Nerd? E’ l’evento di comunicazione più grande al mondo ed è stato esportato in Colombia e Spagna e quest’anno credo lo faranno in Messico e Argentina. Da noi a questi eventi si va in giacca e cravatta, da loro ci va Zuckerberg.
Il marketing non convenzionale offline non credo possa davvero deluderti perchè già non lo consideri non convenzionale.

Ci puoi svelare qualcosa sui progetti a cui stai lavorando attualmente?

Sto lavorando su sei campagne diverse ma dal momento che sono un freelance e quindi lavoro per conto di agenzie terze, non mi sembra carino parlare senza “l’oste”…

Giustissimo… grazie mille Daniele, in bocca al lupo per i tuoi progetti e a presto.

Grazie a voi!

150 150 Agostino

Sponsored life

Facebook ha la grande capacità di rendere proprie, portandole alla notorietà, idee preesistenti che hanno problemi a decollare. A Palo Alto, come già in passato, non si sono fatti sfuggire l’idea che sta dietro a Promoted Tweet di Twitter. L’idea alla base è quella di rendere maggiormente visibili degli stati, legati a un potenziale cliente, per generare maggiore visibilità intorno al prodotto. Visto che i “banner” laterali di Facebook non risultano così accattivanti, si è deciso di impiegare quest’idea per dare una spinta agli “azionisti” (clienti). La novità sta nel fatto che non saranno messi in evidenza stati, o presunti tali, del cliente ma saranno proprio le azioni dei cliente a essere sponsorizzate. I like, l’uso delle applicazioni, gli stati e i checkin potranno essere mutati in adv, dal brand citato. Nel caso i contenuti generati dall’utente vengano scelti dall’azionista, avranno una maggiore visibilità con la collazione nella colonna destra della pagina di Facebook, sotto la palette Sponsored Story.
Un semplice checkin, su Facebook Place, potrà essere sponsorizzato dal brand citato.

Qualora il brand scelga di trasformare l’azione dell’utente in adv, questo verrà visualizzato nella colonna laterale.

Sembra che Facebook abbia intuito come monetizzare i contenuti, che quotidianamente gli utenti generano e diventano di proprietà della piattaforma. Monetizzare un contenuto, fornito gratuitamente, che potrebbe far schizzare la quotazione finanziare di Facebook oltre i cento miliardi di dollari.
Quanto saranno disponibili gli utenti a vedere il loro “lavoro” fare soldi, ma non venderne nemmeno uno? Non sarebbe opportuno seguire il consiglio dell’alter ego di Mark Zuckerberg, adottando un social business?

150 150 Agostino

Identity for sale

Il consumatore è colui che decide cosa sia arte, ma nessuno può negare che Banksy sia un uomo di marketing. La brand identity di Banksy risiede nell’anonimato, tutto è brand image. Una meta-arte che nasce e si propaga nei valori socioculturali della contemporaneità, svincolandosi dal concetto di artista. Un’arte che si genera, indipendentemente dal creatore. Questa è il concetto alla base del brand Banksy.
Un brand pronto a mutare, con un riposizionamento inaspettato. L’utente jaybuysthings ha messo in vendita, sul più grande negozio d’aste on-line, l’identità dell’artista. Comprare l’identità dell’artista di Bristol, per soddisfare la curiosità di milioni di fan, o puro marketing non convenzionale? Mancano due giorni alla chiusura dell’asta e alla “verità”. 100.300.000$ il prezzo da rilanciare, spedizione gratuita. In bocca al lupo.

150 150 Agostino

Pronti, partenza, tweet! The twitter fueled race

Permettete? Un pensiero di corsa.
Siamo a metà gennaio ed è già quasi tempo di Super Bowl, l’evento più spettacolare del panorama sportivo americano. Infatti il football americano è l’unico dei 4 più importanti sport nazionali ad assegnare il titolo in gara unica. Lo scorso anno furono i Saints di New Orleans ad aggiudicarsi il titolo contro le pistole di Indiana, gli Indianapolis Colts. Entrambe le franchigie sono già uscite dalla corsa al titolo di quest’anno.
E corsa sarà per davvero. Infatti, per la sua prima partecipazione al Super Bowl in qualità di sponsor, Mercedes-Benz si presenta con una campagna social altisonante e virale. La prima corsa d’auto alimentate a tweet. Quattro team in gara. Ognuno con la propria auto. Partiranno da New York, Tampa e Chicago con l’obiettivo di arrivare per primi a Dallas, città che quest’anno ospiterà il Super Bowl. I racers dovranno completare delle sfide che verranno annunciate durante il percorso e raccogliere il maggior numero di tweet & like. In palio una 2012 C-Class Coupe, i biglietti per la partita, e pass per gli US Open di Tennis (indovinate chi li organizza…)
L’attività si svolgerà sulla fan page ufficiale della casa automobilistica Mercedes-Benz USA e sul profilo twitter creato ad-hoc, Mercedes Tweet Race. Pensate che questo profilo in un mese ha raccolto oltre 24.000 followers, che si vanno ad associare ai 39.000 fan della pagina Facebook.
Trovo l’attività appassionante. Una comunicazione sicuramente non ecologica, ma di certo sostenibile. Per un pubblico come quello americano, tendenzialmente partecipativo e competitivo.
Una trovata che non sarà ricercata come il seno di Janette Jackson, ma è di sicuro molto più smart.

150 150 Agostino

Fab four on iTunes

L’adv può essere semplice, economico e lineare ma allo stesso tempo generare visibilità. L’azienda di Cupertino, in questi anni, ci ha abituato a vedere di tutto. Stupire i propri utilizzatori e allo stesso tempo conquistare gli utilizzatori dei competitors. Ogni spot, keynote, virale, prodotto marchiato dalla Mela, porta con se quella voglia di osare, stupire, sconvolgere. Apple è questo, ma oggi ci ha mostrato un’altra faccia dell’adv di cui può servirsi.
Un adv che parte in sordina. Nessuna comunicazione ufficiale, nessun video di supporto, nessun editoriale. Niente.
La potenzialità del brand, risiede nel poter contare sulla fidelizzazione dell’utilizzatore, per veicolare un prodotto futuro di cui non si conosce ancora nulla. La “fase teaser” dell’annuncio del nuovo prodotto è iniziata con una semplice landing page, posizionata sul sito ufficiale proprio per stuzzicare la curiosità di chi segue il brand quotidianamente. Puntare sull’utilizzatore ovvero puntare sui contenuti generati dall’utilizzatore, che non sono tardati ad arrivare. Post dopo post il messaggio si è mosso in rete tra blogger e gli appassionati del settore, senza nessun costo aggiuntivo per l’azienda. Unico limite imposto alla curiosità dei MacUser, l’ora di svelamento. Il prodotto, se tale può essere definito, è stato reso disponibile in contemporanea mondiale. Dopo lunghi anni di discordia, per la gestione del copyright, i Beatles sbarcano su iTunes.
Nessun nuovo device, nessun aggiornamento iOS e nessun Live Stream, semplicemente iBeatles.

150 150 Agostino

Spot Wars

Chi pensa che per entrare nel mondo del lavoro sia sufficiente lottare dovrà ricredersi. Stando ai manifesti che campeggiano sui muri di Roma a firma Giovani disposti a tutto, siamo già in piena guerrilla.

150 150 Agostino

GeoGame

Un tempo, lontano, ho amato i flash mob poi tutto è finito. Un tempo, non molto lontano, avevo pensato che il flash mob potesse essere “educativo”, poi tutto è finito. Un tempo, più recente, ho ritenuto la partecipazione del flash mob un mezzo adatto al marketing, poi tutto è finito.
La tecnologia mobile e le continue innovazioni tecnologiche, oggi, permettono di generare una comunicazione partecipativa che fino a pochi anni fa era impensabile se non con uno scenico flash mob. Una partecipazione sulla quale Mini ha deciso di puntare, con una caccia al prodotto. Una volta scaricata l’applicazione per il proprio dispositivo mobile, tramite la geolocalizzazione, parte la caccia al tesoro. Il prodotto va ricercato e conquistato. Una volta diventato mayor del prodotto, avviene un mashup tra prodotto e consumatore, che diventa l’elemento da conquistare. Una sfida nella sfida. Il premio finale, poco Mini.