Estroscommesse

Agostino

Scrittura privata

Questo post inizia al contrario. Dalla fine. Dall’end. Anzi dal back-end.

Dal cuore di quello che c’è dietro le quinte. Da quello che nessuno sa, da quel che nessuno ti chiede o vuol sapere.
Da quel che se non fai un mestiere in proprio o  non l’hai vissuto in famiglia, non immagini.
È un miscuglio di fatica costante, fiducia, entusiasmo, timore, responsabilità che ti fa spostare sempre più avanti l’inizio delle ferie o del weekend.
È un continuo studiare, leggere, approfondire, conoscere, immaginare, progettare.
È un continuo fluire, ripartire. È un movimento costante. Un divenire inarrestabile. Un errare itinerante.
È un tenere nonostante i conti, il mutuo, i crediti inevasi, le tasse, la crisi, i colpi bassi.
È un allenamento alla ricerca di un equilibrio tra mollare e attendere, tra un’aspettativa delusa e un sorriso inatteso, tra una porta sbattuta e una conferma improvvisa, tra malafede e ignoranza, tra sapienza e costanza.  Sempre in bilico tra arresti e partenze. In una posizione privilegiata, forse, ma scomoda e precaria certo.
È un esercizio antico a stimolare la virtù dei forti la pazienza, la pratica degli innovatori il coraggio, la capacità dei calciatori a cadere rotolando per diluire l’energia dell’impatto.
Si fa impresa anche per questo, nonostante questo, grazie a questo.
Ma veniamo  al front.  Se provassi a sintetizzare il lavoro di questi mesi direi back to the future. Se volessi visualizzarlo, metterei un calendario a segnare le tappe delle tante nascite di Estrogeni: 2003, 2007, 2008, 2013, 2015.
In questi ultimi due mesi,  quando la fatica dell’anno si sente, quando il meteo ti riserva l’estate più calda di sempre, quando il fisico ti molla… ecco che, puntuale, ciclica, arriva la nuova fase.
Estrogeni vive una nuova stagione, te ne accorgi dai volti nuovi che frequentano l’ufficio.
Dai nuovi brief. Dai volti confusi di chi non sa più chi sei e cosa fai. Dagli scambi di email. Dall’aria che circola. La struttura di un tempo lascia il posto a una società di consulenza strategica. La creatività si sposta sui clienti esteri, tedeschi per lo più e il ruolo principale, il core diventano le attività di intelligence, che poi altro non è che passione di te applicata al prossimo, a ogni cellula del prossimo. Sentiment analysis, SEO, stesura di progetti partecipati e di partecipazione, il contatto con l’innovazione fatta a mano, il pensiero che si fa brevetto.
Ritornano persone conosciute anni fa, ex colleghi di altre vite professionali, compagni di classe, ex clienti che non ti hanno dimenticato. Amici di clienti che ti hanno apprezzato.
La nostra struttura è fatta di un’alchimia strana. Originale. Ci sono le nostre facce, la curiosità e l’attitudine a imparare e sperimentare – che sia un progetto, una tecnologia, un lavoro mai fatto -,  ci sono le porte aperte o i vetri trasparenti dei nostri uffici agli incontri da cui, sempre, possono nascere opportunità. Ci sono la pazienza e la tenacia. La passione e la dedizione. La stima per chi ti apprezza e per chi, coraggiosamente, non ti apprezza. L’onestà intellettuale, la trasparenza. L’educazione. Ci sono la capacità di mantenere rapporti lunghi, di coltivare le relazioni. Di assecondare il mercato. Di immaginare il futuro, oggi. Di progettare in grande con piccoli budget. Di investire tanto su volti sani.
Nessuno dica che un saluto non serve. Che un sorriso sia di troppo. Che una disponibilità fuori luogo e fuori tempo sia sprecata. Che una email ben scritta non serva. Che la cura dei social sia tempo perso.
Iniziamo questa seconda parte dell’estate con un contratto con la LIRH che ci permetterà di sperimentare un modello di etnografia digitale applicata alle malattie rare, salutiamo con un arrivederci l’esperienza breve ma intensa con IPSOA e le tante iscrizioni portate al master tributario, lavoriamo per una gara in WIND, rafforziamo la collaborazione con l‘Istituto Pasteur, continuiamo a contrarre sponsor per la più attesa mostra d’arte di fine anno, entriamo nel vivo dell’organizzazione di un nuovo festival cinematografico a Todi, raccogliamo inviti a presentare la nostra visione del digital banking.
In una parola, viviamo. Come se fossimo ancora all’inizio, giusto?

 

 

1024 1024 Agostino

#5xmillepertutti

Il 22 febbraio Renzi dichiarava che a partire dal prossimo anno avrebbe inserito le scuole tra i beneficiari del 5xmille. Una dichiarazione apparentemente innocua che ha suscitato reazioni, polemiche, dibattiti.

Con il tempismo che ci caratterizza, proprio in quei giorni preparavamo il workshop “Dal fundraising alla democrazia partecipata. Il 5xmille tra enti e territorio” insieme a Europartners. Con la partecipazione di fundraiser esperti, rappresentanti delle principali realtà del non profit, il 18 marzo, nella sala del consiglio della SIOI, affrontavamo – in modo originale – un tema caldo, attuale e che ha ancora tanto da dire. Chi si aspettava una platea, si è trovato sedie in circolo, chi immaginava forma ha trovato sostanza, chi sospettava soluzioni ha trovato provocazioni. L’adesione e la partecipazione ci hanno convinto che la formula è stata vincente. Ne è venuta fuori una mattinata di confronto e riflessioni sul significato reale del 5xmille, sull’impatto di questa scelta sul territorio, sugli scenari futuri. In un contesto così – di cui il video è sintesi – il paper da cui il workshop era nato non soltanto è stato analizzato e sviscerato ma immediatamente ampliato con gli aggiornamenti nati dopo la dichiarazione di Renzi.
Cosa vuol dire il 5xmille alle scuole? La domanda si è trasformata in tempo reale in ricerca e ne è nata una nuova analisi, realizzata con DEEP, e in una mappa
interattiva. Una rappresentazione navigabile di come potrebbe essere la ripartizione delle quote del 5xmille, stante il tetto e l’aumento del numero dei bneficiari. Poter affermare, con un anno di anticipo, che in un comune su due ne pagherebbero le conseguenze istituzioni locali ed enti non profit è soltanto la prima evidenza della nostra ricerca.
Il resto continueremo a studiarlo.

 

p.s. per navigare la mappa invia una email a segreteria@europartnersnetwork.eu: riceverai user e password e tutte le indicazioni su come utilizzare la cartografia.

Agostino

Previsioni da Oscar: l'analisi del successo

La scorsa settimana lo avevamo previsto in questo post sul nostro blog: il film vincitore degli Oscar 2015 è stato Birdman di Alejandro González Iñárritu.

All’indomani della proclamazione vogliamo fare il punto sulla nostra analisi e rintracciare le ragioni del suo successo predittivo. Innanzitutto mettendo in evidenza le differenze tra il nostro studio e quei pronostici, abbondantissimi la scorsa settimana, che hanno dato per favoriti altri film in concorso.


Alcuni giorni fa, ad esempio, il Corriere.it pubblicava questo studio sui film e gli attori più citati su Facebook. Analizzando il volume di commenti dedicati ai film candidati agli Oscar, il favorito sembrava essere American Sniper, il film diretto da Clint Eastwood e considerato in effetti da molti uno dei probabili vincitori di questa edizione.



Negli stessi giorni, Il Sole 24 Ore riportava un’altra analisi, questa volta basata sui dati di Twitter, che dava come favorito Selma, il film più citato nei tweet contenenti la parola “Oscar”.



Entrambe le analisi, quindi, utilizzavano come strumento predittivo la Share of Voice, cioè il volume di commenti sui singoli film prodotti sui social.


E qui la prima differenza con la nostra analisi. Nel nostro lavoro, infatti, il dato puramente quantitativo è stato collegato al Sentiment espresso nelle conversazioni. Abbiamo osservato, per dirla diversamente, non solo quanto si è parlato dei diversi film in occasione degli Oscar, ma anche come se ne è parlato.



Il secondo elemento di differenza del nostro studio rispetto agli altri citati è dato dal fatto di non esaurirsi unicamente nell’analisi delle conversazioni online. Fattore di primo piano per comprendere il gradimento verso i film candidati, le conversazioni sui Social Network non rappresentano l’unico elemento preso in considerazione per la nostra previsione.



Come nelle previsioni degli incassi che forniamo ai nostri clienti in ambito cinema, anche in questa occasione a guidarci è stata l’idea che non tutto possa essere compreso analizzando i dati online e che il Sentiment e la Share of Voice vadano opportunamente confrontati con altre informazioni al di fuori del web. In questo caso, l’elemento esterno al sistema Social con cui abbiamo confrontato i dati online è stato il Box Office americano, che poteva darci informazioni utilissime sul gradimento offline per ciascun film.



Cambiano gli oggetti di studio e gli ambiti in cui viene applicato, quindi, ma il nostro modello predittivo continua a dimostrarsi affidabile.


Agostino

Our Oscar Predictions

In less than a week, we’ll know. But in the meantime, let’s play.

Although the predictions have from long time ceased to be just a game. Starting from the weather forecasts which are among the most searched services in absolute on the web. To the predictions on the upcoming movies, with tracking services that cost millions of dollars to the US majors, with results not always convincing.

In our small way, without costing millions of dollars, we made a year ago this study, with forecasts of Oscar correct in three cases out of four.

But let’s move to 2015. Through our listening platform, we monitored the reactions on Twitter from 15 to 18 January 2015, in English, to Oscar nominations. We searched on queries oscar and #oscarnoms for tweets containing the title of at least one of the eight nominated films.

Here are the first data detected, the share of voice: Selma is the film that has generated more discussions, but it was often cited as an example of the film “snubbed” (only two nominations, well below expectations). According to the controversy that followed, it was snubbed for being a movie on the rights of blacks and minorities, while the “warmonger” American Sniper would be rewarded far beyond its merits. A high visibility, therefore, that does not necessarily indicate a greater chance for these two films.

We come to the second data, obtained through the sentiment analysis: how people have talked about these movies? On a scale from 0 to 100, this time The Theory of Everything and Birdman prevail.

Now we combine the data, building a map with share of voice value on the vertical axis, and the sentiment value on the horizontal axis. Three groups emerge, highlighted with colors from dark green (most favored) to yellow (disadvantaged).

Finally, we associate the US Box Office, according to the latest data available IMDB, representing them with the size of the bubbles. It is impressive how much American Sniper has disconnected all pursuers.

And here we are at our reasoned percentages of victory:

Birdman appears more balanced, taking together the best sentiment and a good share of voice -> 40%

American sniper, despite some liberal criticism, which could weigh in the final vote, has high visibility and business, and a good sentiment, albeit not at the top -> 30%

The theory of everything shares the best sentiment with Birdman. However, the rather low visibility and limited collections seem to resize its overall strength -> 10%

Other films in light green: as visibility or sentiment they are just behind the top three, and sometimes they even performed better at the Box Office. Specifically, it looks interesting the positioning of The Grand Budapest Hotel -> 20% to the group as a whole

Battle pretty open, so, with two films in particular that we see favorites. Surprisingly, Boyhood doesn’t seem competitive, with a very low sentiment online despite the good reviews. And you, what do you foresee?

Agostino

Previsioni da Oscar

Tra meno di una settimana, sapremo. Ma intanto, giochiamo.

Anche se quello delle previsioni ha smesso da un pezzo di essere solo un gioco. A partire dalle previsioni del tempo, per dirne una, che sono tra i servizi più ricercati in assoluto sul web. Per arrivare alle previsioni sui film in uscita, con i servizi di tracking che costano milioni di dollari alle major americane,  con risultati non sempre convincenti.

Nel nostro piccolo, senza costare milioni di dollari, abbiamo realizzato un anno fa questo studio, con previsioni sugli Oscar corrette in 3 casi su 4.

Ma veniamo al 2015. Utilizzando la nostra piattaforma, abbiamo monitorato su Twitter le reazioni in lingua inglese alle nomination agli Oscar, attraverso le query oscar e #oscarnoms, dal 15 al 18 gennaio 2015, su tweet contenenti anche almeno un nome degli otto film candidati.

Ecco il primo dato rilevato, quello quantitativo: Selma è il film di cui si è parlato di più, ma spesso per citarlo come esempio di film “snubbed”, ovvero snobbato dagli Oscar (solo due candidature, ampiamente sotto le aspettative). Secondo le polemiche che ne sono seguite, è stato snobbato per essere un film sui diritti dei neri e delle minoranze, mentre il “guerrafondaio” American Sniper sarebbe stato premiato ben oltre i propri meriti. Una elevata visibilità, quindi, che non necessariamente indica maggiori chance per questi due film.

 

Veniamo al secondo dato, ricavato attraverso la sentiment analysis: come se ne parla? Su una scala da 0 a 100, prevalgono questa volta The Theory of Everything e Birdman.

 

Uniamo ora i dati, costruendo una mappa con valore di share of voice sull’asse verticale, e valore di sentiment sull’asse orizzontale. Emergono tre gruppi, evidenziati con colori da verde scuro (maggiormente favoriti) a giallo (meno favoriti).

Proviamo infine ad associare il Box Office Usa, secondo gli ultimi dati disponibili IMDB, rappresentandoli con le dimensioni delle bolle. È impressionate come American Sniper abbia staccato moltissimo tutti gli inseguitori.

Ed eccoci quindi alle nostre percentuali, ragionate, di vittoria:

Birdman  appare il più equilibrato, tenendo insieme il miglior sentiment e una buona share of voice -> 40%

American sniper, nonostante alcune critiche “liberal”, che potrebbero pesare nel voto finale, ha visibilità e incassi altissimi, e sentiment molto buono, seppure non al top -> 30%

The theory of everything, forse un po’ a sorpresa, condivide il miglior sentiment con Birdman. La visibilità piuttosto bassa e gli incassi limitati sembrano ridimensionarne però la forza complessiva -> 10%

Altri film in  verde chiaro: come visibilità o sentiment vengono subito dietro i primi tre, e gli incassi li premiano a volte anche di più. In particolare sembra interessante il posizionamento di The Grand Budapest Hotel -> 20% al gruppo nel suo insieme

Battaglia piuttosto aperta, quindi, con due film in particolare che vediamo favoriti sugli altri. A sorpresa, Boyhood non sembrerebbe competitivo, con il sentiment online che apprezza meno di quanto non faccia la critica. E voi, che previsioni fate?

Agostino

Ma tu ci vai a Berlino?

Nel 2007, furono un paio di analisi della blogosfera nel mercato telecomunicazioni a farci intuire che potesse esserci uno sbocco. Poi ci siamo dedicati ad altro ma il pensiero c’era sempre.

Due o tre anni dopo, fu Vittorio che mi disse, forse stanco della routine come me, prof perché non proviamo a mettere su un sistema di sentiment analysis? E furono così i treni, su cui approfondimmo con Chiara e perfezionammo con Davide. La semantica. Seguirono crociere, moda, cibo, banche e quindi cinema, nel tempo in cui anche Aldo ci ha fatto compagnia, a discutere, immaginare, proporre. Trasversale, il lavoro di programmazione di Antonio, che ha messo su la piattaforma. E quindi, l’incontro con Lorenzo, Estrogeni ltd, i feed sulla borsa, la predittività, l’automazione. La sintassi.

Idealmente con loro, con tutti quelli che nel tempo si sono misurati e oggi ancora si misurano con il modello Brandiment (Martina, Vincenzo, Alessandro, Ignazio, Andrea), con i soci che hanno assecondato un’intuizione e l’hanno materialmente sostenuta, andiamo adesso a confrontarci con il gotha mondiale del marketing televisivo, in occasione della Conferenza Europea del PromaxBDA, a Berlino, lunedì 23 marzo.

Parleremo di brand tracking, convinti che sia solo l’inizio di una lunga (non a caso) serie di appuntamenti.

Agostino

#voiceover2014

Un anno di social sentiment applicato al cinemaQuando mi chiedono come è nato il lavoro sul sentiment, lo racconto così. Lavoravamo per Wind, Alfredo insegnava all’Università. Tra gli studenti, alcuni si appassionano, ci seguono, chiedono la tesi e, tra una riga e l’altra, arrivano a Roma, da Fisciano per fare uno stage. Tra loro c’è anche Vittorio, oggi chef a New York, che sulla scia di un piccolo lavoro social per Infostrada (con annessa partitella a tennis con il mitico Mike), suggerisce ad Alfredo di approfondire il sentiment.
Inizia così, una colonna su un foglio excel e tanta fantasia.
Il resto, accade. Purtroppo, avviene la morte proprio di Mike e in onda andavano gli spot con Leonardo, ultimo testamento del presentatore. Ma la rete non lo sa. E si infastidisce.
Si parla di sfruttamento, sì  e allora segnaliamo la cosa ai nostri referenti . La risposta dell’azienda, si traduce in una lettera di Fiorello al Corsera.
Ecco, il nostro lavoro di analisi aveva trovato uno scopo. Il resto, come sempre, è stato intuizione mista a tenacia mista a sano realismo, che poi sono le specialità della casa.
Ecco oggi, quello che abbiamo iniziato cinque anni fa, quello che abbiamo sognato e progettato è diventato realtà.
Quella predittività che senza prenderci troppo sul serio raccontiamo ai nostri interlocutori, l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle.
In questo progetto, c’è tutta l’essenza di Estrogeni. Il giovane laureato che suggerisce uno spunto, l’imprenditore che intuisce le potenzialità e ci scommette, rischiando in prima persona, l’operatività e la ricerca di professionalità. Poi, per le circostanze strane della vita incontri Davide e il progetto assume più corpo, incontri Antonio e l’excel si trasforma in un software, poi arriva Aldo e il progetto lo presenta al cinema, poi arriva la banca internazionale e poi arriva la politica. E poi incontri Lorenzo e il progetto vola oltre Manica, ma quella sarà un’altra pagina, un’altra storia.
Nel mentre c’è tutta la fatica, gli insuccessi, i dubbi, le criticità, i perfezionamenti, i test, i canali di sviluppo.
Tutto si raffina, tutto si testa, tutto si migliora. Ecco, domani, presenteremo un anno di sentiment analysis al cinema, dove ormai siamo leader di mercato ma racconteremo tanto di noi, di quello che eravamo e continuiamo ad essere, di quello che siamo, di quello che ancora progettiamo di diventare. Ormoni in continua evoluzione, Estrogeni in una continuità e mescolanza di saperi.

150 150 Daniela

Wohin gehen Sie?

All’inizio era il sito in inglese. Per andare a Londra.
Poi è stato il soggiorno a Milano. Per respirare un’aria più trendy.
Poi le delegazioni giapponesi e quella turca. Per aprirci all’Oriente.
Poi il primo lavoro per Bayer Garden e quello per l’olio Pietro Coricelli. Per diventare internazionali.
Poi le piattaforme di marketing e business intelligence. Per dare forza alle posizioni.
Caso? Coincidenze? Fortuna? Non ci credo, non ci ho mai creduto.
Se le cose accadono è perché dietro c’è un’intuizione, un disegno, un progetto, una visione.
Se le cose accadono è perché c’è qualcuno che si muove.
Se le cose accadono è perché la voglia di sperimentare e crescere e non accontentarsi ce la portiamo dentro.
Come la fame, quel sentimento tutto napoletano che ti fa andare a vedere. Che ti fa studiare e lavorare, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, per costruire la strada che porta lontano.
Oggi una delegazione di Estrogeni, il nostro Ceo insieme a Lorenzo, Davide e Antonio, è a Dortmund.

Due appuntamenti, con due realtà tedesche.
Due appuntamenti da cui, ci auguriamo, arriveranno nuove opportunità di business. Di certo, nuove conoscenze. Nuovi mondi.
Due appuntamenti, frutto di un lavoro certosino. Di un intreccio di relazioni e know how immaginato, pensato, ricercato, costruito. In modo appassionato.
Al primo appuntamento, si parlerà di comunicazione, infrastrutture e nuove tecnologie.
Al secondo, invece, di porcellane, social e promozione 2.0.

Cosa porteremo a casa, non lo so. Cosa abbiamo già acquisito, però sì. Una bella fetta di sogno.

150 150 Daniela

L’impossibile

Voglio farti un regalo, qualcosa di dolce, qualcosa di raro.
Inizia così un brano di Tiziano Ferro, ma non è di musica che parliamo. Parliamo di una storia, inventata, ma non tanto. Parliamo di un Direttore Marketing dell’impossibile, di una di quelle situazioni che vi sarà capitata spesso, se lavorate e avete un capo. La nostra storia inizia così, con il cetriolo della mattinata: Questa è la sua occasione, dottore, so che non mi deluderà. Entro stasera, voglio l’idea del secolo sul mio tavolo. È accaduto a tutti. Il capo chiama e chiede. Chiede a voi l’impossibile. Senza budget. E in tempi rapidi. Questa volta, però, quando tutto sembra proprio perduto e il vostro destino segnato, arriva un soccorso. No, non è Babbo Natale, no. Non è la fatina di Cenerentola, no. Non è la strega di Biancaneve, è qualcosa di più. È Estrogeni che, con il terzo soggetto della campagna, ripete, a chi ancora non lo sapesse, che quest’anno si regalano campagne. Gratis.
Ripeto, Estrogeni regala campagne. Gratis. Solo per oggi, solo per pochi. Non ci credete ancora? Cliccate qui www.estrogeni.net/babbonatale

150 150 Daniela

Estrogeni va in campagna

È on air oggi – su Il sole 24 ore – il secondo soggetto della prima campagna di comunicazione di Estrogeni per Estrogeni. Una profonda distesa verde con un messaggio chiaro e inequivocabile: si regalano campagne. Gratis!
Dopo la lettera di Babbo Natale, ecco un nuovo messaggio a ribadire l’iniziativa. Offrire, agli imprenditori che coltivano un sogno, un progetto di comunicazione.  Per essere grandi ma con l’entusiasmo e la passione dei piccoli. Per cogliere un’opportunità. Per sperimentare una struttura che si mette in gioco. Per realizzare un progetto che aspetta nel cassetto. Per rischiare, insieme, su un nuovo progetto.
Troppo semplice?
Metteteci alla prova, scrivete subito a babbo.natale@estrogeni.net. La vostra campagna vi aspetta!