Clienti

Agostino

Nuovi modelli di digital banking

I più attenti forse avranno già intuito qualcosa, d’altronde almeno un indizio in Rete c’era. Ora possiamo finalmente raccontarvelo anche esplicitamente: da gennaio stiamo lavorando con Hello bank! (per chi non la conoscesse, banca online del gruppo BNL Gruppo BNP Paribas).

Nello specifico stiamo analizzando, mese per mese, le conversazioni online relative all’intero panorama italiano dell’online banking, fornendo al cliente un quadro completo e costantemente aggiornato sulla percezione in Rete dei vari player italiani e dei relativi prodotti e servizi. Il risultato finale è una fotografia del mercato di riferimento che consente di ottenere interessanti insight di marketing derivanti dai dati rilevati, utili a valutare le iniziative di marketing in atto, correggere eventuali criticità e suggerire possibili nuove attività. Il tutto, utilizzando la nostra piattaforma proprietaria Thread-Off.

Il nostro Web Analytics Director Davide Magini, ha commentato così la collaborazione in corso nel comunicato che abbiamo diffuso per raccontare questa attività:

“È una grande soddisfazione affiancare il percorso di crescita di una realtà europea come Hello Bank!. Averne accompagnato il percorso di crescita, fin dall’esordio sul mercato italiano, ha richiesto da parte del mio team grande dinamismo operativo, e un’elevata personalizzazione del servizio. Siamo arrivati a individuare e catalogare cluster sempre più mirati, analizzati sia a livello quantitativo che qualitativo, in virtù di quella che consideriamo la chiave della nostra credibilità. Cioè, il contributo “umano” all’analisi, oltre a quello del software. Per questo ci presentiamo come fornitori di “Tailored Sentiment Analysis.”

È con questo spirito che stiamo consolidando la nostra presenza anche in altri mass market, in particolare nell’entertainment. È un settore dove siamo ormai tra i leader di mercato, e per il quale stiamo sperimentando con buoni riscontri un algoritmo di box office predictions, con l’ambizione di provare a replicare lo stesso tipo di servizio in altri ambiti merceologici.”

Abbiamo chiesto anche a Matteo Coppari, Head of Marketing & Sales di Hello bank!, un suo commento al lavoro che stiamo svolgendo insieme. Ecco le sue parole, delle quali non possiamo che essere felici:

“I report Brandiment di Estrogeni segnano per noi la differenza fra tante informazioni di difficile utilizzo e una sintesi ragionata che dà reale valore aggiunto. Nel corso dei mesi in cui abbiamo lavorato insieme, c’è stato un affinamento progressivo rispetto alle dimensioni di analisi e alla possibilità di correlare l’output con precise azioni di marketing. Siamo così arrivati a uno strumento prezioso per le nostre attività, e a cui fanno riferimento con interesse anche altre funzioni aziendali.”

La cosa vi incuriosisce e volete saperne di più? Chiamateci, le porte della Tailored Sentiment Analysis sono aperte per tutti.

English version here

Agostino

L'alternativa

Correva l’anno 2003, ero reduce da un paio di esperienze professionali consecutive, brevi ma intense, presso quelle che all’epoca, qui a Roma e non solo, erano le agenzie pubblicitarie di maggior peso. Le avevo lasciate nonostante avessi, nel mio piccolo, contribuito a mettere in portafoglio ovvero consolidato clienti come Enel, Medusa, Trenitalia, Agip, Poste Italiane.
Ne ero sempre venuto fuori perché inquieto, insoddisfatto, non più troppo giovane da immaginare che anche al nostro lavoro di creativi potesse e dovesse applicarsi un corollario di regole e disciplina, mica solo professionale. Anche morale.
A un certo punto, mi hanno insegnato che, se una cosa non ti va, hai il potere di provare a cambiarla o di lasciarla. Per anni, avevo invece pensato che l’unica alternativa fosse starci.
Non mi andava che esistessero primedonne. Non mi andava che, c’è chi sorriderà ma è così (sapeste quanto ho combattuto), qualcuno avesse buoni pasto solo perché dotato fortunatamente di un contratto e qualche altro no (magari, lavoravano in coppia, lo stesso tempo sullo stesso progetto). Non mi andava che ci fosse chi aveva pagato auto, casa, cure mediche, vacanze e altro e chi invece anche il caffè doveva prenderlo con la monetina.
Non mi andava e infatti, poi, si è visto come è andata. Quelle che allora erano due splendide realtà, sono state ridotte all’osso se non addirittura chiuse.
Con lo spirito di chi pensa basta chiacchiere, adesso prendi in mano le tue idee e fammi vedere se un’altra via è possibile, misi insieme amici fidati di vecchia data e qualche conoscenza recente e nacque Estrogeni.
In questi undici anni, le cose più belle non sono state le soddisfazioni professionali, che ancora comunque ci tengono in vita. È stata la fortuna di aver voluto provare a creare un modello aziendale diverso, di compartecipazione totale e totalmente orizzontale. Ho sempre cercato di creare un rapporto con tutti che fosse da pari a pari, per dire, non faccio mai un preventivo o emetto una fattura in gran segreto, mi lascio suggerire attività e cifre anche dallo stagista. Non sempre è andata bene ma, si sa, le amarezze fortificano e l’unanimità crea danni. Compartecipazione significa che, in tempi di vacche grasse e meno grasse, mai, nonostante ne avessi tutto l’interesse, abbiamo distribuito l’utile. Sempre reinvestito.
Compartecipazione significa che io pretendo tanto, come dice qualcuno sono un campione nel gioco dell’asticella al rialzo, ma solo perché do tutto.
Il modello che avevo in mente, però, quello di struttura analoga allo studio associato di matrice anglosassone, non è mai stato compiuto del tutto. Non fino ad oggi.
Oggi, infatti, è il giorno più bello, da questo punto di vista. Oggi, un mio dipendente è in viaggio verso Reggio Emilia per prendere un brief da un contatto che lui stesso, da solo, ha cercato, inseguito, su cui ha anche lavorato in maniera speculativa. Oggi, un mio dipendente, per certi versi, diventa socio di Estrogeni. Mi sembra la cosa più innovativa che potessimo creare. Un’alternativa.

Agostino

La scienza e la cucina

Stasera, chi entrasse al Ristorante Italia, fiore all’occhiello di Eataly Roma, ne troverebbe cambiata la fisionomia, i tavoli, le sedie.
Stasera, dopo 7 mesi di lavoro, uno spunto avuto passeggiando tra gli scaffali del punto vendita, si concretizzerà in un evento.
Stasera, finalmente, quell’email scritta a Oscar Farinetti per proporgli un incontro, così, senza conoscerlo, prenderà forma.
Stasera quel tessuto di contatti, relazioni e fortunate e umane e belle coincidenze che sempre accadono quando uno si muove, troveranno gusto e sapore in una cena buona. In tutti sensi.
Stasera, due eccellenze italiane, la scienza e la cucina, si incontreranno da Eataly per una cena di raccolta fondi a favore dell’Istituto Pasteur.
Una serata tra scienza e gastronomia, in cui i piatti cucinati dalla chef ed ex ricercatrice Eliana Catalani e le pillole dei ricercatori pasteuriani troveranno un momento di incontro. Gustoso.
Stasera, ancora una volta, avrò la conferma che un sogno – perseguito con costanza e determinazione – può diventerà realtà.
Stasera, ma anche il prossimo 16 maggio, quando a grande richiesta, ripeteremo l’evento.

 

 

700 525 Agostino

In viaggio con Walter Mitty

Ci sono film che si “vendono” quasi da soli. Trasposizioni cinematografiche di best seller mondiali, fumetti con milioni di lettori e serie tv di culto, o ennesimi capitoli di saghe che hanno già sbancato il box office in passato, questi film hanno bisogno solo di intercettare il loro pubblico, già esistente e in qualche modo profilato, per avere un ottimo risultato se non in chiave di botteghino (quello, dipende da numerosi altri fattori) quantomeno rispetto a fan base e engagement sui social media.
Ebbene, I Sogni Segreti di Walter Mitty non era uno di quei film. Tratto da un libro, sì, ma non certo paragonabile a Harry Potter o Il Signore degli Anelli, il nuovo film di (e con) Ben Stiller non era nemmeno il solito film stilleriano. La sfida per noi, quindi, è stata quella di promuovere un film di Ben Stiller non prettamente comico, e allo stesso tempo un film d’autore diretto da Ben Stiller. Un sfida non facile, lo affermiamo senza paura.
Rispetto al nostro classico piano editoriale, abbiamo dovuto ampliare e variegare ancor di più lo spettro dei contenuti proposti. Oltre ai consueti trailer, clip, locandine e foto di scena, abbiamo lavorato su citazioni, estratti dalle interviste, musiche e paesaggi delle splendide location del film, per far conoscere ai fan i contenuti di un’opera che non era così immediata da far comprendere, cercando di rendere così il mood del film. Abbiamo inoltre lanciato due contest, #numero25 e #sognisegreti, fortemente legati a aspetti importanti della trama del film, che ci hanno aiutato a creare engagement fra i fan e a trovarne di nuovi.
Oltre al lavoro sui contenuti, è stato fondamentale anche quello sul settaggio di Facebook Ads e Promoted Tweet e Account. Sperimentando diverse soluzioni basate su età, sesso e interessi dei fan e provando numerosi annunci differenti, siamo riusciti a trovare la formula per far performare al meglio il budget a nostra disposizione.
È stata una campagna lunga e non delle più facili, ma i numeri scaturiti ci hanno confortato sulla qualità del lavoro svolto: circa 30.000 fan su Facebook, circa 1.600 follower su Twitter e 200 su Instagram e dati positivi anche sull’engagement come il 93% di fan attivi sulla pagina nella settimana della release, le oltre 600 foto ricevute per #Numero25 e il 15% di follower twitter che hanno partecipato a #sognisegreti.
Come sempre accade, al termine di una campagna, se il risultato al botteghino è discreto (e crediamo che gli oltre 5 milioni di euro incassati da I Sogni Segreti di Walter Mitty lo siano) sentiamo che, in parte, ciò sia anche merito del lavoro che abbiamo svolto.

Agostino

Tiriamo le somme

Ok, l’anno è praticamente concluso ed è ora di tirare le somme del nostro operato. Nel 2013 è cresciuta notevolmente la nostra esperienza nella pianificazione web ads: è stato un susseguirsi di telefonate e incontri per concordare il CPM o il CPV migliore, di prenotazione di spazi, di riduzioni di budget, di cambiamenti dell’ultimo minuto e di report.
Oggi forniamo qualche dato che ci permette di capire se siamo stati bravi o meno.

Uno degli indicatori maggiori delle performance di campagna è il CTR (click-through rate), ci dice quale formato o website è stato il migliore e se le nostre scelte sono state buone. Ma non dobbiamo sottovalutare l’importanza del CPC (cost per click): indice che è inversamente proporzionale al CTR, infatti più persone cliccano sul formato più ogni click ci costa di meno.
La diminuzione del CPC però è data da due fattori: aumento del numero dei click e diminuzione dell’investimento su quello stesso formato o website, a parità delle altre condizioni.

Abbiamo fatto una valutazione del lavoro svolto per un’importante casa di distribuzione cinematografica italiana e abbiamo confrontato il risultato complessivo con quello del 2012.
A onor del vero dobbiamo precisare che nel 2012 abbiamo gestito la pianificazione di circa il 30% dei titoli usciti in sala, mentre nel 2013 il 100% dei titoli su cui è stata previsto un investimento sul web.

Nel 2013 il CPC è diminuito del 23%, prova del fatto che sono sì aumentati i click, ma anche che le politiche commerciali adottate hanno portato buoni frutti. Inoltre il CTR è aumentato di ben 106 punti percentuali e se confrontiamo la media di campagna (1,94%) con la media del CTR in Italia (0,10%) possiamo essere più che soddisfatti del lavoro svolto.

Se confrontiamo la media CTR 2013 per formato con quella del 2012 possiamo notare che la differenza è minima.Questo ci dimostra che anche se le performance dei formati rimangono sostanzialmente le stesse, le diverse scelte che facciamo per ogni campagna possono far mutare notevolmente il risultato complessivo.

La giusta combinazione tra box, leaderboard, masthead o videoseeding , ma anche di websites differenti che ci portano al nostro target, determina il successo o il fallimento di una campagna. Noi abbiamo fatto delle scelte e queste hanno portato a importanti risultati.

Adesso ci godiamo gli obiettivi raggiunti e ci prepariamo al 2014.

Agostino

Riprendere Berlino

Il nostro viaggio è iniziato con le quasi due ore di ritardo del volo da Fiumicino, è terminato con l’arrivo allo stesso aeroporto dove dopo le 23,30 è già impossibile raggiungere il centro città con il treno. Roma, Italia, 2013.
In mezzo, una città in cui l’attesa media di una metro o di un treno urbano è di 2 minuti. In cui i trasporti funzionano fino a orari consoni a evitare che i turisti vengano abbandonati a loro stessi lontano dal centro cittadino. Una città in cui con 7 euro è possibile acquistare un ticket giornaliero per viaggi illimitati su qualsiasi mezzo, incluso il treno per l’aeroporto (contro gli 8 euro necessari per il solo viaggio Roma centro-Aeroporto), il tutto con un servizio che ti consente di spostarti da un monumento all’altro velocemente riuscendo a visitare anche tre zone distanti fra loro in metà pomeriggio.
Lo stereotipo di una città che funziona, paragonato alla capitale del disservizio, uno stereotipo che diventa realtà concreta come ogni volta che si mette il piede fuori dall’Italia per raggiungere un Paese diversamente civile.
Ma Berlino non è solo questo. È anche la città dove tre italiani in Germania si possono trovare a mangiare cibo inglese nel quartiere turco serviti da un neozelandese, senza che questo sembri minimamente innaturale. È la città dove passeggi nei luoghi in cui si è fatta la storia (nel bene e nel male) e ti imbarazzi nel paragonare come viene trattato quanto successo negli anni ’30 e ’40  qui e in Italia. È la capitale in cui i politici sono ospitati dentro un grande palazzo di vetro (letteralmente), dove è quasi tutto completamente trasparente e visibile dall’esterno, riunioni delle commissioni comprese.
Per noi, Berlino è anche – e soprattutto – la città di un cliente che stiamo accompagnando da quasi un anno, con orgoglio e soddisfazione particolari, anche visto il settore inusuale rispetto a quelli che compongono il nostro core business.
La speranza è di avere altre occasioni di incontro e che il prossimo post riesca a contenere anche qualche similitudine, oltre a tante differenze.

Agostino

Signs

Oggi attendevamo buone notizie da Berlino, e ci sono appena arrivate. Un’azienda della quale vi avevamo già mostrato qualcosa è oggi ufficialmente nostro cliente.
Si tratta di un percorso durato mesi, iniziato a ottobre dell’anno scorso con il viaggio di una nostra delegazione in Germania. Oggi la fase delle trattative si conclude, ma non si tratta di un traguardo, piuttosto di un nuovo inizio. Cominciamo infatti, con l’acquisizione come cliente di Porcelaingres, a raccogliere i frutti di quanto seminato con Brandiment, la nostra Business Intelligence. L’idea che ci guida è che l’analisi delle conversazioni online preveda un percorso che inizia con la raccolta dati, prosegue con un ascolto proattivo, si affina attraverso la combinazione dei dati con quelli di altre fonti, per arrivare infine all’arricchimento dei database aziendali. Ma questo è solo il punto di partenza. La sfida è far comprendere alle aziende che questo processo fornisce loro un prezioso contributo alla definizione e al fine tuning delle strategie di marketing.
Oggi abbiamo il piacere di annunciare che un’azienda ha raccolto la nostra sfida, e la soddisfazione è doppia visto che si tratta di un cliente straniero che ci permette di iniziare un dialogo con i mercati internazionali che speriamo sia sempre più intenso.
Parafrasando un bel ricordo di molti, oggi il cielo sopra Berlino è anche un po’ verde, oltre che azzurro.

Agostino

La coda lunga della bufala

L’anno scorso – era più o meno questo periodo – circolava in rete una notizia, o meglio una bufala, relativa a un terremoto che avrebbe dovuto colpire Roma l’11 maggio. Fra gli sberleffi di molti e le paure di qualcuno, Simone intercettò la sfida di Paolo Attivissimo, che proponeva proprio quel giorno  una conferenza evento a Roma in cambio di qualcuno che lo ospitasse e gli offrisse il viaggio.
Dopo qualche scambio di mail e un paio di telefonate decidemmo di accettare la provocazione, facendo di Estrogeni lo sponsor del “Pernacchiaparty”. Così l’11 maggio abbiamo ospitato la conferenza, registrando un grande successo per l’iniziativa, sia in termini di presenze presso la nostra sede – abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni Eventbrite per esaurimento posti – che di visualizzazioni (live streaming e YouTube).
La domanda che sorge in questi casi – e che ci siamo ovviamente noi stessi posti – è “investendo sull’organizzazione, quale sarà il ritorno?” La conclusione alla quale eravamo giunti è stata che i ritorni possibili sarebbero stati di due tipi: visibilità e, conseguenza di essa, nascita di nuovi contatti potenziali fonti di business.
Oggi, a distanza di quasi un anno, ci fa piacere poter dire che ai riscontri positivi in termini di visibilità, dai like su Facebook alle visite sul blog, abbiamo ufficialmente un secondo progetto che nasce da quell’evento (il primo era questo, come ricorderete). Un nuovo cliente che ha deciso di darci fiducia con un investimento importante, specialmente per una start up.
Ve ne parleremo sicuramente nei prossimi mesi, intanto vi lascio con la domanda successiva: chi l’avrebbe detto che, alla fine, il ROI l’avremmo trovato nella coda lunga di una bufala?

Daniela

Rumors

Un tempo di post così ne scrivevo tanti e spesso. Per parlare di noi, dell’ufficio, delle cose in corso e in essere. Dei progetti futuri, delle serate e dei sabati trascorsi al lavoro, contenti perché parte di un processo di crescita. Importante.
Poi le cose sono cambiate, si sono – in parte e per fortuna – istituzionalizzate, si sono burocratizzate perché eravamo diventati in tanti. Ma non solo. Era cambiato qualcosa.
Oggi, però, ad un tratto, mentre ero in cucina per la mia pausa mela mi sono accorta che, per la prima volta, da tanto, nel nostro ufficio, non regnava il silenzio.
Sì, sentivo le voci di Agostino, Lucia, Chiara. Il telefono che squillava, Franco che si alzava per parlare con Davide, Antonio che veniva in stanza per definire gli ultimi dettagli del layout.
E, all’improvviso, mi è stato chiaro che il silenzio degli ultimi mesi, ahimè, quello che tutti gli ospiti sottolineavano con piacere non era un bel silenzio. Era stasi. Era blocco. Era assenza.
Oggi, c’è movimento in ufficio. Quel flusso dinamico e stimolante che dobbiamo augurarci ci sia sempre.
No. Non è cambiato molto. C’è sempre la crisi, la tredicesima da saldare, il mutuo da onorare, le cause in corso per il recupero crediti, i clienti persi e le tentate vendite fallite, i tanti ami gettati e non ancora rientrati, la preoccupazione per il futuro e la necessità, condivisa, che tocca cambiare barca e equipaggio per sondare i nuovi mari che ci aspettano.
Eppure, stamattina, forse per questo, forse nonostante questo, forse, soprattutto per questo, qualcosa finalmente si muove.
Ci sono più attività in corso: per il nostro cliente Own Air siamo on air (…) con due campagne di promozione. Stasera, dopo una lunga attesa, parteciperemo alla prima puntata della trasmissione di Sabina Guzzanti, di cui seguiamo blog e pagina FB, dopo averla incubata e immaginata per tanto tempo. Un lavoro certosino costruito, passo dopo passo, a partire da Draquila.
Sono in preparazione le presentazioni per gli appuntamenti della prossima settimana che vedranno Alfredo, Lorenzo, Davide e me in giro, a Milano, per promuovere e promuoverci.
Per noi, stiamo trasferendo il sito Estrogeni su nuova piattaforma e lavorando a due nuovi titoli che usciranno in sala tra aprile e maggio.
Oggi non c’è silenzio in ufficio. Quel silenzio che è bello quando indica concentrazione, meditazione, studio.
Che da oggi ci sia più spesso, il dolce rumorio del lavoro.